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Così gli uffici geologici di zona potranno salvare l’isola

SASSARI. Lotte quotidiane per la sopravvivenza ambientale. Davide Boneddu, presidente regionale dell’Ordine dei geologi, è un nuorese che ama parlare chiaro. Così prima di tutto centra il discorso su...

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SASSARI. Lotte quotidiane per la sopravvivenza ambientale. Davide Boneddu, presidente regionale dell’Ordine dei geologi, è un nuorese che ama parlare chiaro. Così prima di tutto centra il discorso su quel che considera un presupposto essenziale: «In Sardegna negli ultimi 15 anni anche grazie al piano di assetto idrogeologico si sono capiti tutti i pericoli e gran parte delle problematiche riconducibili alle alluvioni. Ora però occorre andare avanti. Perché è da un tempo relativamente breve che stiamo cominciando a comprendere appieno le conseguenze delle bombe d’acqua alla luce dei mutamenti climatici in atto. Prima, tra gli stessi tecnici e gli amministratori, non c’erano infatti sufficienti conoscenze nei confronti della tenuta dei territori rispetto a questo pericolo» «Ma oggi, per vincere davvero, dobbiamo puntare sugli uffici geologici di zona», aggiunge Boneddu.

Attese e interventi. «L’80% dei Comuni sardi ha almeno una porzione di territorio a elevato rischio idrogeologico - ricorda il professionista – Sono 280 i chilometri quadrati con superfici in pericolo. E a questi vanno aggiunte quelle indicate solo nel piano stralcio delle fasce fluviali. Oltre alle aree di alcuni settori non censiti, come diversi tratti di costa, zone militari e minerarie».

Lunghe battaglie. «In questo senso si sviluppano le nostre lotte quasi giornaliere perché le amministrazioni municipali dell’isola prevedano la presenza di rappresentanti della nostra categoria negli appalti pubblici in tutti gli ambiti dov’è richiesta – prosegue Boneddu – Gli uffici geologici di zona sono molto importanti per la salvaguardia naturalistica. Nel caso dei ponti o di altre opere, ma anche quando si parla di abitazioni private, bisogna infatti tenere presenti tutti i rischi residui. Quelli cosiddetti “a scala di bacino”, riguardanti cioè i problemi di gestione e manutenzione che possono restare aperti dopo un’inondazione o altre calamità». Comunque la Regione - che sta completando il piano per la gestione delle alluvioni aperto ai professionisti che si occupano di tutela territoriale - ha già messo a disposizione un fondo per convenzionare i geologi a supporto delle Unioni dei comuni.

Passi avanti. Ma secondo Davide Boneddu «bisogna fare di più». «Certamente è importante ricostruire una strada o un ponte danneggiati – sottolinea – Però è inoltre fondamentale svolgere tutte le necessarie manutenzioni sul territorio». «Senza dimenticare – rimarca il presidente dei geologi – d’intensificare l’educazione ambientale nelle scuole, così come stiamo facendo noi attivamente con il nostro Ordine».(pgp)

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