La Nuova Sardegna

Il noleggio delle barche rilancia nautica e turismo

di Dario Budroni
Il noleggio delle barche rilancia nautica e turismo

Olbia, l’orgoglio degli operatori del settore: «Da 20 anni creiamo ricchezza» La rete Navigo Sardegna vorrebbe creare nuove sedi nella zona di Porto Torres

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OLBIA. Silenzioso ma produttivo. Il settore nautico del charter a vela è una realtà spesso snobbata, ma talmente importante da generare imponenti cascate di euro sul territorio. Per questo le imprese che operano nel comparto del noleggio delle imbarcazioni a vela adesso alzano la mano. E con decisione sventolano numeri e risultati per chiedere alle istituzioni una maggiore considerazione. Ieri mattina a Olbia si è svolto un incontro voluto da Renato Azara, presidente di Navigo Sardegna, la rete regionale di imprese del settore della nautica. Con lui anche Antonio Barabino, presidente della rete charter a vela. I due hanno dimostrato quanto questo settore sia importante per l’economia del territorio. «La Regione tuttora non considera la nautica come un fattore economico legato al turismo. E per questo motivo il compito di Navigo Sardegna è quello di far percepire il turismo nautico come una realtà economica e produttiva – spiega Azara –. Il comparto del charter a vela è una realtà che da oltre 20 anni produce ricchezza, ma che deve essere valorizzata per rilanciare l’economia del mare».

Una settimana. Consiste nel noleggio di una imbarcazione a vela, dai 15 ai 20 metri, in media da otto posti. Le aziende sarde impegnate sono 12, di cui 7 con base a Portisco (la più importante) che dispongono di ben 116 imbarcazioni. La vacanza dura generalmente una settimana, compresi i giorni che i turisti decidono di trascorrere in alberghi o resort. «Il charter a vela, in 20 settimane all’anno, registra 900 presenze alla settimana. Sono turisti che transitano a Olbia, navigano sulle coste galluresi e dedicano una giornata alla Corsica – aggiunge Antonio Barabino –. Il noleggio di una barca costa 2500 euro a settimana. E una cifra simile viene spesa dall’equipaggio durante il soggiorno, generando un indotto di 12 milioni di euro all’anno. Sono cifre relative solo alle 116 imbarcazioni presenti a Portisco».

Destagionalizzazione. Solitamente i clienti sono svizzeri, inglesi, tedeschi e austriaci, mentre negli ultimi anni è aumentata la richiesta da parte di cittadini est-europei. Secondo gli operatori, il turista del charter velico può essere paragonato, per capacità di spesa, alla clientela di un hotel da 3 o 4 stelle. Per Navigo Sardegna quello del charter a vela è uno dei pochi settori a essere riuscito a trasformare il mito della destagionalizzazione in realtà. Le prenotazioni arrivano con sei mesi di anticipo e la stagione comincia ad aprile e termina a novembre. Con questi risultati alla mano, Navigo Sardegna adesso spinge affinché si concretizzi un’ipotesi avanzata anni fa: il recupero di alcune aree dismesse del porto di Porto Torres per trasformarle in basi per il charter a vela.

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