Scatti privati nello sguardo di Vassallo
Immagini di famiglia al Man di Nuoro Un’ intimo ritratto di una comunità
NUORO. The artist is present. Ma non immobile e muto come in una delle performance più note di Marina Abramovic. È presente per ascoltare, per parlare con chi ha voglia di far parte del suo progetto. "Privato" di Gianluca Vassallo è come un laboratorio collettivo che vuole avvicinare i cittadini allo spazio museale, e viceversa, attraverso la ricerca e la condivisione attiva di memorie familiari. Lo spazio nel caso specifico è la project room del Man, a Nuoro, dove da fine maggio è possibile incontrare l'artista di originI napoletane ma sardo d'adozione che gira per il mondo ma ha scelto come casa San Teodoro, dove è cresciuto.
Dal martedì alla domenica, durante gli orari di apertura del museo, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, Vassallo è a disposizione del pubblico. L'invito è portare una foto di famiglia, un'immagine privata. Una scelta che già in quanto tale rappresenta un momento importante nel percorso di realizzazione di un'opera condivisa che parte dalle memorie familiari, espressione di ricordi personali, intimi, che nella condivisione vanno a formare il quadro di una comunità. Al momento della consegna la foto viene a sua volta fotografata da Vassallo grazie all’utilizzo di una vecchia macchina istantanea con pellicola autosviluppante. L’intervento dell’artista non vuole però dare vita a una semplice duplicazione dell’immagine, ma a una nuova, unica, originale concepita come un tassello esclusivo e irripetibile di un grande mosaico di memorie che da private si fanno patrimonio collettivo. Tocca poi allo stesso visitatore presentarla negli spazi espositivi, scegliere dove collocarla, in quale punto delle pareti della stanza. Unico vincolo posto dall'artista il posizionamento ad altezza degli occhi, quindi non troppo in basso o troppo in alto. Proprio Gianluca Vassallo ha dato il via alla composizione di questo mosaico con le prime foto: i genitori, il figlio e lui bambino. Nucleo familiare che si è poi come allargato a quello di una comunità più ampia con chi ha scelto di mettere la proprio foto vicina a quelle dell'artista che ha lanciato il progetto. Foto di diverso tipo.
C'è chi ha scelto immagini dei propri nonni, chi dei genitori, chi dei figli. Chi più semplicemente la patente o la carta d'identità. O anche degli oggetti. Spiando le vite degli altri ci si imbatte anche in un volto familiare a tutti, quello di Tiberio Murgia, l'attore sardo famoso per fare il siciliano al cinema. Una foto portata da un parente dell'interprete noto soprattutto per "I soliti ignoti". Le fotografie potranno essere consegnate al museo fino al 29 giugno, il giorno di chiusura della mostra. Le istantanee realizzate troveranno poi asilo in una raccolta.
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