Disagi ridotti, Brotzu chiuso 24 ore
Il direttore dell’ospedale ha fissato la giornata di stop per il 13 luglio
CAGLAIRI. Operazioni delicate, meglio prendersi un po’ di tempo in più per rifinire al meglio la macchina organizzativa. E consentire una riduzione light del numero di pazienti, complessivamente si arriva anche a quota 550, ricoverati nelle corsie. Lo stop all’ospedale Brotzu per la manutenzione della cabina elettrica slitta di due settimane: la data giusta dovrebbe essere il 13 luglio. Eventuali modifiche potrebbero essere decise nei prossimi giorni, ma quella per il momento è stata l’indicazione su cui tutti sembrano d’accordo. È il risultato delle riunioni di ieri mattina tra Asl e vigili del fuoco: originariamente il piano di emergenza sarebbe dovuto scattare il 26 giugno. Ma ieri, dal momento che non è emerso alcun problema per un rinvio, è stato stabilito un cambio di programma: il giorno X è fissato per la terza domenica di luglio. Mentre dal giovedì precedente il pronto soccorso accetterà solo pazienti gravi o che possono essere curati soltanto nella struttura di via Peretti. La conferma arriva dal direttore generale del Brotzu Antonio Garau: «L’ospedale – spiega – rimarrà chiuso un solo giorno. I generatori ci consentono una certa autonomia grazie alla quale 250 pazienti critici potranno rimanere nel nostro ospedale». Rimarranno aperti sicuramente cardiochirurgia e neurochirurgia e la chirurgia d’urgenza. E rimarranno a disposizione anche due sale operatorie pronte per le emergenze». Lo stop al pronto soccorso comincerà quattro giorni prima: «I pazienti non gravi – spiega Garau – verranno indirizzati verso altre strutture. Ma vale il principio dei pazienti già ospitati dalla struttura: quelli critici o che possono essere curati solamente al Brotzu saranno ricoverati». Qualche giorno prima tutti i pazienti in condizioni di salute tali da poter tornare a casa saranno dimessi. O anche loro trasferiti in altre strutture della città. Questo per consentire di ridurre notevolmente le presenze in ospedale, servito solamente dalla corrente dei generatori autonomi ma non dalla cabina sui si effettuano gli interventi. «I lavori di manutenzione – spiega Garau – non potevano essere più rimandati: stiamo parlando di cabine elettriche che hanno l’età dell’ospedale. Ora parte la gara per la nuova cabina con una spesa di due milioni di euro». Lunedì è previsto il deposito di tutta la documentazione per approntare il piano di emergenza con la collaborazione di Regione, Comune, altre Asl, vigili del fuoco e prefettura. Poi il programma sarà ulteriormente definito per curare l’operazione nei minimi dettagli. Tutto per farsi trovare pronti al giorno dello stop alla cabina che assicura la corrente elettrica alla struttura, punto di riferimento per tutta la Sardegna, all’ingresso di Cagliari.
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