Isola ad alto rischio idrogeologico
Per l’associazione insufficienti le risorse per fronteggiare i danni
CAGLIARI. In Sardegna sono stati circa 100 gli eventi di dissesto idrogeologico che, negli ultimi cinque anni, hanno coinvolto la popolazione sarda, provocando vittime e migliaia di sfollati.Dai dati del ministero dell'Ambiente risalenti al 2008 emerge che l'esposizione a rischio idrogeologico riguarda l'81% dei comuni sardi e la superficie a rischio è di 614 chilometri quadrati, sulla quale vivono 36mila persone e ci sono 20mila abitazioni e circa 2.500 attività economiche. Eppure mancano le risorse per fronteggiare i danni. La denuncia arriva dalla Cna Sardegna. «Le risorse disponibili per ripristinare il territorio dopo l'alluvione del 18 novembre non aggiungono i 27 milioni di euro, una somma irrisoria rispetto al fabbisogno complessivo, valutato in 580 milioni, e neanche sufficiente per intervenire sulle situazioni di urgente pericolo per la popolazione. Con la legge di stabilità 2014 sono stati previsti soltanto altri 26 milioni, oltre alla possibilità di derogare al Patto di stabilità interno per 23,5 milioni nel 2014. Ma siamo ben lontani dalla copertura delle esigenze accertate – hanno sostenuto il presidente di Cna, Pierpaolo Piras e il segretario regionale Francesco Porcu –. La situazione rispecchia il contesto nazionale sia per l'incapacità di risolvere il problema del dissesto idrogeologico sia per l'esiguità delle risorse stanziate per la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio. Dei 100 eventi, tre sono stati particolarmente gravi: l'alluvione che nel novembre 2008 ha interessato la zona di Capoterra e Medio Campidano, poi quella che nel settembre 2009 ha sconvolto la Gallura e infine quella del novembre 2013. E i danni maggiori – hanno concluso Piras e Porcu – riguardano le infrastrutture».
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