La Nuova Sardegna

La lotta all’ignoranza e alla sessuofobia parte da Alghero

di Pasquale Porcu
La lotta all’ignoranza e alla sessuofobia parte da Alghero

Sardegna Pride, otto giorni per confrontarsi sulle differenze di cultura

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ALGHERO. Si chiama “Sardegna Pride” la manifestazione che da ieri a domenica prossima viene ospitata dalla città di Alghero. Otto giorni di iniziative che hanno nel dibattito e nella riflessione l’arma di confronto tra posizioni, culture e sessualità differenti.contro ogni forma di intolleranza,ignoranza e sessuofobia.

«Abbiamo voluto chiamare questa iniziativa “Sardegna Pride” e non Gay Pride perché vorremmo che il confronto avvenisse sui temi complessivi della cultura e non solo su quelli che storicamente hanno caratterizzato le organizzazioni dei gay», dice Massimo Mele del Movimento Omosessuale sardo. «Ogni società – si legge nella nota degli organizzatori che presenta l’evento – con le sue agenzie del potere, regola e disciplina in maniera molto rigida, in modi differenti a seconda del tempo e dei luoghi, le vite, i corpi e la sessualità delle persone. Nella nostra società occidentale (così come in quella tradizionale sarda) la sessualità viene ricondotta principalmente ad una pratica, alla biologia o esclusivamente alla riproduzione, l'immaginario sessuale ed erotico ridotto e controllato secondo una visione eteronormativa, maschilista, familistica e basata sulla coppia come unica possibilità affettiva degna».

«Ma questa – sottolineano gli organizzatori di Sardegna Pride – è una visione sessuofoba, repressiva che tende alla negazione del piacere, perciò una sessualità più libera e consapevole è considerata come sporca, pericolosa, degradata, perversa. La liberazione dai vincoli normativi che quotidianamente riducono il nostro modo di agire e pensare la sessualità passa attraverso un percorso di ricerca, scoperta e consapevolezza di sé, del proprio corpo, delle proprie esperienze, scelte, fantasie, desideri». «Vorremmo anche superare il concetto di tolleranza – dice Massimo Mele – poiché implicitamente viene riconosciuta una superiorità alla persona “che tollera”. Si deve diffondere, invece, un progetto di contaminazione tra idee diverse con una maggiore coscienza rispetto ai temi che riguardano la convivenza tra le persone. Anche per questo tendiamo a organizzare eventi come il Sardegna Pride in territori diversi di anno in anno».

Ieri il via. Ricchissimo il cartellone delle proposte, con abbondanza di spettacoli, serate in discoteca e in piscina, proiezioni ed eventi vari. Il debutto ieri sera con il concerto di Ilaria Porceddu (che con la cantautrice Claudia Ara è madrina della manifestazione).

Oggi è prevista la inaugurazione della mostra Posthuman (vedi notizia qui a fianco). Domani alle ore 21 i “Fuochi di San Giovanni”: nella spiaggia di San Giovanni rivivranno gli antichi riti purificatori e propiziatori, imperdibile l'emblematico salto del fuoco.

Porno Trash. Martedì alle 22,30, nello Spazio T in via La Marmora 84 il programma prevede “Porno Trash”, performance di Zarra Bonheur con Slavina.Si tratta di una azione in due tempi centrata sul tema del corpo, della sua oppressione, della sua liberazione, della percezione/costruzione sociale della nudità e del corpo come spazio e laboratorio di pratiche e di relazioni. La performance gioca con i corpi e con la nudità mostrando come possano essere supporti nella creazione/rafforzamento delle relazioni e nella trasmissione/diffusione del “coraggio” di trasgredire.

Mercoledì alle 21 al Teatro Civico in piazza Teatro va in scena in scena “Vestito piaccio, nudo convinco... Prostituti con problemi e... pappagallini.” Una commedia teatrale di Marco Medelin, la prima in Italia sul mondo della prostituzione maschile.

Gianni Amelio. Giovedì 26 alle 21 al Dipartimento di Architettura nell’ex Ospedale Santa Chiara (Bastioni Pigafetta) uno degli avvenimenti più attesi: la proiezione del documentario di Gianni Amelio “Felice chi è diverso”. Il film racconta, con immagini di repertorio e parole di giornali e televisione, le battaglie compiute dagli omosessuali italiani a partire dal secondo dopo guerra. Il racconto, costruito su venti interviste, descrive la storia, sociale e personale allo stesso tempo, di diciannove anziani omosessuali, tra ricordi di paura, pregiudizio e una velata nostalgia.

Poetiche dell’osceno. Un altro appuntamento di grande interesse è previsto per venerdì alle 19,30, nel Circolo Arci Mescla in via Angioy 5. Si intitola “Poetiche e politiche dell'osceno”, seminario articolato in presentazione teorica, visione di materiali e dibattito a cura di Slavinia. Un tema che, riduttivamente, potremmo definire con una domanda: riusciamo a sottrarre il porno dalla mercificazione del sesso femminile? Si tratta – secondo i curatori del seminario – di definire una “post-pornografia” attraverso il discorso critico e pratiche discorsive, artistiche e audiovisuali che propongono una nuova rappresentazione dei generi e della sessualità. Il termine “post-pornografia” nacque negli anni ’Novanta dopo una performance di Annie Sprinkle, nella quale l’artista invitava il pubblico a guardare all’interno della sua vagina con uno speculum.

Sabato le due multicolori sfilate (una alle 10 e l’altra 16,30) e la sera spettacolo al porto.

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