Maglie, giacche e football: l’omaggio di Marras a Riva
Lo stilista ha presentato ieri a Milano Moda la sua nuova Collezione Uomo
MILANO. La commistione di generi e la Sardegna in tutte le sue declinazioni: Antonio Marras, nella sua nuova Collezione Uomo primavera-estate 2015, si conferma essere il grande stilista sensibile alla Storia – e per questo gran ricercatore – che abbiamo imparato a conoscere. La sua isola è sempre presente nel suo lavoro, e questa volta ha dedicato ad un grande sardo di adozione la sua collezione: «Ho scelto Gigi Riva perché per me, che non capisco un emerito niente di calcio, rappresenta uno degli ultimi veri eroi. Intanto è uno che ha deciso di vivere in Sardegna, di abitarci a discapito della possibilità di essere ricoperto d'oro dalle squadre più importanti del mondo. Ha deciso nonostante tutto di rimanere a Cagliari».
Così gli abiti di Marras sfilano all'aperto, sotto il cielo di un campo da basket, portati da modelli che citano lo “stile Gigi Riva”: capelli rigorosamente con riga da una parte e Ray Ban a goccia. Il lato sportivo degli anni Settanta è rivisitato da Marras contaminando linee sartoriali con tessuti e fogge tipici dello sport. L'icona del campione è presente su magliette e su camicie, i calzoni da jogging non sfigurano in un contesto da smoking, mentre le felpe sembrano giacche e le maglie paiono camicie. Il total bianco, i blu – dal classico ai toni del celeste – sono protagonisti, ma improvvisamente i colori invadono la passerella: rosso, giallo, verde, turchese, i tagli severi e impeccabili delle giacche sono smorzati da inserti a quadretti, microfiori, pois e rigati.
Gli assemblaggi e gli accostamenti azzardati, tutto in passerella parla di Marras e celebra Riva. La biografia di Gigi Riva è, infatti, di quelle che hanno un senso per Antonio Marras; il campione ha uno spessore morale e una timidezza che ricordano alcune personalità sarde che hanno reso onore all'isola: «Un'infanzia difficile con una situazione economica familiare non florida. Lui si fa veramente da solo e rimane in realtà quello che è, cioè uno – cosa molto rara da trovare oggi – con il senso del pudore. Gigi Riva è uno che ancora ha una vera timidezza, una vera vergogna di mostrarsi in pubblico».
La colonna sonora live della sfilata è puro ritmo sincopato e viene dalle percussioni dei Clang un gruppo cosmopolita bolognese, mentre si affacciano sprazzi di cronaca calcistica dei mitici anni Settanta. L'omaggio al calcio di Riva e degli eroi del suo tempo è sottolineato a fine sfilata da quaranta T-shirt vintage originali rielaborate nella sartoria di Marras ad Alghero, dove sono state ritagliate e ricucite.
In chiusura c'è anche un'invasione di campo: i calciatori acrobati di Footballfreestyle emozionano il parterre con i loro palloni.
La preparazione dell'evento inizia da lontano: l'incontro tra lo stilista e il campione è in sintonia con la spontaneità di Marras: «L'ho sentito per telefono, la prima cosa che gli ho detto è che non capisco niente di calcio, questo l'ha fatto ridere, l'ha messo a suo agio. Abbiamo iniziato a parlare e gli ho detto che la cosa che mi interessava – a parte il fatto che è uno che ha fatto sobbalzare un'isola – è che tutti in Sardegna conoscono Gigi Riva: dalle donne di Orgosolo, ai pescatori di Alghero a quelli di Sant’Antioco».
Insomma Gigi Riva è il sardo di adozione che ha rappresentato per i sardi la rivalsa: «Ha fatto intravvedere la possibilità di emergere e di diventare altro. Gigi Riva ha rappresentato la speranza, la concretizzazione del fatto che tutto può accadere». La sua eleganza in campo come nella vita, ha affascinato e ispirato un artista lontano dallo sport come Antonio Marras, che da sempre omaggia la Sardegna col suo lavoro: «La Sardegna è una terra troppo forte, troppo grande, troppo difficile, troppo tutto, dalla quale è difficilissimo staccarsi, quindi è un piacevole ritorno ogni volta».
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