I botanici: così salveremo le piante antiche
A Sassari vertice coi centri sulla biodiversità. Brevetti, un’altra proposta di legge del consigliere Lotto
SASSARI. Salvare le antiche piante dell'isola. Proteggere erbe e principi attivi da brevetti esterni o indebiti. Tutelare al meglio i semi di specie endemiche.
Riparte da questi tre imperativi la strategia dei botanici sardi per valorizzare l'oro verde in pericolo. Gli specialisti sono scesi in campo - letteralmente - per sollecitare la copertura dei vuoti normativi. Gli stessi “buchi” che a livello regionale hanno permesso fin qui ipotesi di scorrerie da parte delle multinazionali straniere ai danni della flora nostrana. E in un vertice tenuto nel dipartimento d'Agraria di Sassari hanno stretto nuovi accordi per una stretta sinergia d'azione che assicuri risposte e difese immediate.
Ha spiegato, al termine dell'incontro, Giuseppe Brundu, presidente della sezione sarda della Società botanica italiana: «Presenteremo un nostro documento di sintesi agli amministratori regionali e a tutte le altre istituzioni interessate alla questione. A metà luglio ci rincontreremo nel Centro Sardegna con l'augurio che alle iniziative predisposte aderiscano altre organizzazioni per la salvaguardia dei beni naturali».«E a ogni modo – ha chiosato – eserciteremo la nostra azione su tre principali direttrici: quadro normativo complessivo sulle biodiversità, focus specifico sull'agro-biologico, interventi a tutela della flora spontanea».
L'idea è insomma quella di allargare il discorso della protezione all'intero settore, dalla forestale al florovivaismo. Dando indicazioni per razionalizzare le proposte di legge presentate alla Regione su questi temi. In modo da allargare l'insieme delle protezioni a ogni aspetto, e non limitarlo alle sole specie produttive sul piano agrario. «C'è la massima disponibilità a fornire i nostri elementi di conoscenza e la nostra esperienza ai rappresentanti della pubblica amministrazione per colmare quelle lacune che ancora oggi rappresentano pericoli», ha commentato Gianluigi Bacchetta, direttore del Centro per la biodiversità vegetale dell'università di Cagliari. «In una fase di rischi potenziali come questa è senz'altro doveroso dare il nostro contributo alle istituzioni», ha quindi voluto aggiungere Ignazio Camarda, direttore del Centro per la diversità dell'ateneo sassarese. «E nello stesso tempo rafforzare uno stretto collegamento con il Ccb del sud ai fini di un uso sempre più razionale delle sedi di Cagliari e Surigheddu», ha proseguito.
Oltre alle iniziative di legge del passato tese a evitare blitz di multinazionali per brevettare sementi e piante sarde, che risalgono addirittura agli anni Settanta ma non sono mai state approvate, di recente alla Regione sono in attesa del varo diverse e articolate proposte che vedono sempre come primo firmatario l'esponente del Pd Luigi Lotto. Tutte tese a salvaguardare quell'oro verde che rappresenta uno dei beni più preziosi dell'isola, così come hanno sottolineato ieri i botanici sardi. «A quella che già si discute in commissione Attività produttive – spiega il consigliere democratico - due-tre settimane fa ne ho affiancato una seconda destinata esclusivamente alla salvaguardia delle piante spontanee e delle loro progenitrici: temi diversi che tuttavia meritano la stessa attenzione». (pgp)
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