La Nuova Sardegna

Il caso: volo in ritardo, non trovano più il bus e dormono in aeroporto

di Luigi Soriga
Il caso: volo in ritardo, non trovano più il bus e dormono in aeroporto

Madre e figlio di 5 anni in arrivo da Bergamo sprofondano nella disorganizzazione locale, la donna: «Solo grazie a un agente di polizia abbiamo almeno potuto pernottare nell’aerostazione»

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ALGHERO. Atterrare all'aeroporto di Fertilia, da mezzanotte e mezza in poi, equivale a mettere piede in una landa desolata nella steppa. L'accoglienza, i servizi, e la vitalità del luogo sono pressappoco identici. Ne sa qualcosa la famiglia Ranghetti, madre e figlio di cinque anni. Martedì sera si sono imbarcati sul volo Bergamo-Alghero, che sarebbe dovuto decollare alle 21,30 in punto. Purtroppo però si sono verificati dei problemi tecnici, il vettore ha accumulato due ore di ritardo e l'aereo è potuto decollare solo alle 23,30. Questo significa che l'arrivo dei passeggeri in Sardegna, invece che alle 22,30, è slittato alle 00,35. L'ora in cui, il Riviera del Corallo, si trasforma in Riviera della Desolazione.

La madre e il bambino erano totalmente ignari che, da quel momento in poi, avrebbero potuto contare solo sulle loro forze. Infatti erano convinti che ad accoglierli fuori dalla sala "arrivi", ci fosse il bus dell'Arst. Quel mezzo cioè che, come recita il sito dell'Azienda regionale trasporti, avrebbe dovuto aspettare i turisti 30 minuti dopo l'atterraggio dell'ultimo volo nazionale. All'una meno venti, per strada non c'è anima viva, e soprattutto non c'è traccia di qualcosa che assomigli a un pullman. Intanto l'aeroporto si fa sempre più silenzioso, La mamma si guarda intorno, comincia a percepire un senso di desertificazione, e sprofonda nel panico. Chiama il marito che si trova a Bergamo e gli chiede: «Qui non c'è pullman, non c'è più nessuno, e ora che faccio?».

Le serrande degli autonoleggi, naturalmente, sono chiuse a doppia mandata. Non c'è un taxi nemmeno a pagarlo oro e anche per il servizio notturno di radiotaxi, attivo sino alla una, siamo fuori tempo massimo. In pratica da una certa ora in avanti non c'è modo per sfuggire a questa landa desolata. Che oltrettutto, dalla 1,30 ha l’aria di voler chiudere i battenti: «Per fortuna un poliziotto si è impietosito – raccontano i turisti – e ci ha permesso di bivaccare all’interno dello scalo».

Così madre e figlio, dopo una notte insonne, hanno preso il pullman per Alghero e Bosa solo ieri mattina. Alla faccia della cultura dell’accoglienza e del turismo.

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