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Lia Origoni, dalla Maddalena a Roma Una cantante nell’Italia di Totò

di Gianni Olla
Lia Origoni, dalla Maddalena a Roma Una cantante nell’Italia di Totò

CAGLIARI. “Lia: Music non stop” è un documentario di cinquanta minuti, diretto da Tore Manca e musicato da Arnaldo Pontis che, dopo una prima presentazione tenutasi a Parigi, nell’ambito del festival...

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CAGLIARI. “Lia: Music non stop” è un documentario di cinquanta minuti, diretto da Tore Manca e musicato da Arnaldo Pontis che, dopo una prima presentazione tenutasi a Parigi, nell’ambito del festival “Les arts Florissants de la Sardaigne”, verrà proiettato, domani sera a partire dalle ore 20, nel salone della Cineteca Sarda, in viale Trieste 126, per poi essere replicato negli stessi spazi e con lo stesso orario, il prossimo mercoledì 2 luglio, nell’ambito di una rassegna dedicata ai rapporti tra il cinema e la musica. Se si escludono due belle performance coreutiche di Daniela Tamponi, Il film ha come unica protagonista Lia Origoni, una distinta signora di novantaquattro anni, che vive nella sua casa di La Maddalena, circondata dai ricordi concreti di una carriera dedicata alla musica, e molti nastri di registrazioni radiofoniche che, pazientemente, trasferisce in cd attraverso un computer.

Lia Origoni, maddalenina di nascita e di formazione, figlia di un celebre attore del cinema muto, Giacomo Origoni, fu scoperta da Bernardo de Muro, e, nel 1938, si trasferì a Roma come vincitrice di una borsa di studio del Teatro dell’Opera di Roma.

Nel corso di una lunghissima carriera svoltasi tra i teatri d’opera, le sale da concerto e i varietà (lavorò anche con Totò e Anna Magnani, ma fu anche diretta dal regista teatrale Giorgio Strehler ed ebbe la fortuna di interpretare Floria Tosca accanto a Tito Gobbi) la Origoni poté contare sull’attenzione costante dei media e sulla Rai che, puntualmente, registrava gli eventi che la vedevano protagonista.

Da quelle registrazioni storiche – sarebbero circa duecentocinquanta– è nata la sua ultima impresa: un funzionario della Rai che l’aveva conosciuta, gli regalò una sua incisione su un nastro, ormai destinato al macero.

Così, dopo essere riuscita ad aver anche le altre registrazioni Rai dei suoi concerti o delle sue esibizioni, Lia Origoni si è cimentata nel terreno minato delle tecnologie contemporanee, producendo per proprio uso, i compat disc che contenevano, digitalizzati, buona parte della sua carriera

. In questo è, per usare le parole del regista Tore Manca che ha diretto il film che sarà mostrato domeni sera nel Salone della Cineteca Sarda di viale Trieste, risorta dalle “ceneri” a cui l’aveva destinata propria quella tecnologia.

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