La Nuova Sardegna

Coste, 50 artisti e scrittori: «Salvate la Conservatoria»

di Pier Giorgio Pinna
Coste, 50 artisti e scrittori: «Salvate la Conservatoria»

Da Paolo Fresu a Dacia Maraini tutti contestano il commissariamento dell’ente Raccolta di firme sul web, invito a Pigliaru perché riveda le ultime scelte

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SASSARI. «No alla Conservatoria delle coste sarda commissariata». È già partito un appello nazionale con i primi 50 sottoscrittori fra musicisti, scrittori, accademici, ambientalisti, amministratori di centri che s'affacciano sui litorali dell'isola. Di prestigio i nomi dei firmatari che hanno aderito subito all'iniziativa. Ci sono il presidente della commissione Ambiente nella Camera dei deputati, Ermete Realacci, il fondatore e dirigente onorario del Wwf Italia, Fulco Pratesi, il vice presidente e il direttore del Kyoto Club, Francesco Ferrante e Sergio Andreis. Poi, ancora, Dacia Maraini, Marcello Fois e Massimo Carlotto, il coordinatore nazionale di Libera, Enrico Fontana, il docente dell'università di Cagliari, Giuseppe Melis, il jazzista Paolo Fresu e la cantante Elena Ledda.

Amministratori in campo. Nell'elenco figurano quindi i sindaci di 12 Comuni. Sono Arbus, Buggerru, Calasetta, Castelsardo, Castiadas, Cuglieri, Domus de Maria, La Maddalena, Masainas, Porto Torres, Sant'Antioco, Stintino.

Come fare per aderire. Si può firmare online sulla piattaforma Change.org oppure scrivere una mail all'indirizzo appellocostesarde@gmail.com.

I precedenti. Poco più di un paio di settimane fa la giunta Pigliaru aveva scelto di commissariare l'agenzia, nata all'epoca dell'esecutivo guidato da Renato Soru. Qualche giorno più tardi la responsabile per l'Ambiente aveva chiarito alla "Nuova" che si pensava a un semplice riassetto organizzativo e all'inserimento del servizio all'interno dell'assessorato. Comunque erano seguiti diversi commenti critici.

Discussioni. Così l'altro ieri Donatella Spano, rispondendo a Legambiente Sardegna, ha voluto ulteriormente precisare e rassicurare: «La Conservatoria non è stata soppressa: e a ogni modo non può essere cancellata da una delibera, visto che è stata istituita con una legge regionale». Ne è scaturito un dibattito politico tra destra e sinistra, e all'interno dello stesso Pd, dai toni a tratti accesi.

Iniziative allargate. Ma adesso arriva questa raccolta di firme a sostegno dell'agenzia. Un appello rivolto al governatore che, come si può facilmente rilevare, vede insieme intellettuali, esponenti della cultura, del mondo accademico, politici e rappresentanti di diverse associazioni ecologiste. Dichiarato l'obiettivo. E cioè «la revoca della decisione presa il 12 giugno dalla giunta regionale». Il commissariamento viene ritenuto ingiustificato «in quanto la Conservatoria è un ente non in perdita, capace di risparmiare e investire al meglio il denaro pubblico, come mostrano i rapporti ufficiali sul suo funzionamento».

Spending review. «L'efficienza economica e gestionale dell'agenzia, esempio unico in Italia, e la sua capacità di attrarre finanziamenti per la Sardegna dimostrano al contrario la validità d'investire nelle politiche ambientali per creare uno sviluppo realmente sostenibile - è l'argomentazione che si fa discendere da queste premesse - La Conservatoria ha valorizzato, per esempio, il patrimonio delle torri costiere e dei fari, riportando questi beni culturali a un uso pubblico, in assenza di risorse statali per la loro tutela».

Quesiti aperti. Fra altri dubbi e perplessità, i promotori dell'iniziativa sollevano così numerosi interrogativi. Che fine farà, si domandano, il patrimonio affidato alla gestione dell'agenzia lungo i litorali? «Perché c'è il rischio – sospettano i sottoscrittori dell'appello – che oltre seimila ettari tra Alghero, Muravera, Buggerru, Castiadas ritornino nella disponibilità delle strutture regionali ordinarie». E allora che succederà? «Verranno riportate le lancette dell'orologio indietro di 10 anni, quando le coste della Sardegna erano gestite in maniera settoriale?», si chiedono ancora.

Minacce e timori. Il pericolo evidenziato dagli opinion maker del blocco ecologista di protesta contro le decisioni della giunta è insomma uno solo: «Che con la soppressione di quest'agenzia regionale migliaia di ettari di coste, ad alto valore paesaggistico e ambientale, siano messe in vendita ai migliori offerenti, pronti a speculare, magari con il pretesto di attrarre investimenti esteri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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