La Nuova Sardegna

Ecco la rivoluzione del Pos: da lunedì sarà obbligatorio

di Luca Fiori
Ecco la rivoluzione del Pos: da lunedì sarà obbligatorio

Si potranno pagare il dentista, l’idraulico e il parrucchiere con il bancomat. Ma per le attività che non si adegueranno non sono previste sanzioni

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SASSARI. Conto alla rovescia per la rivoluzione del Pos, che tanto spaventa i commercianti, ma che non farà male (almeno per ora) a nessuno. Da lunedì prossimo chiunque potrà pretendere di pagare con moneta elettronica (cioè con il bancomat o la carta di credito) praticamente ovunque: il conto del ristorante come la parcella del dentista o del notaio, la fattura dell’idraulico o del falegname, la messa in piega dal parrucchiere. Purchè di importo non inferiore ai 30 euro.

Ma per gli inadempienti la legge non ha previsto, al momento, alcuna sanzione. In poche parole: tutte le attività non al passo coi tempi dovranno dotarsi del Pos, ma chi non lo farà potrà, forse perdere qualche cliente, ma non avrà problemi con il fisco. Dopo un rinvio di sei mesi (sarebbe dovuta entrare in vigore il 31 dicembre scorso), la norma scatterà il 30 giugno. Una novità che interessa milioni di imprese, artigiani, studi professionali in Italia e che ha scatenato le proteste di decine di associazioni di categoria, motivate in primo luogo dai costi e commissioni rilevanti, a fronte di importi non elevati, a tutto vantaggio dei circuiti finanziari. Nell’isola le associazioni di categoria sono stanno cercando di tranquillizzare i propri iscritti e si dicono contrari alla novità. «Questo provvedimento sconclusionato fra solo il favore alle banche di incassare senza intervenire nelle transazioni tra imprenditore e cliente», protesta il direttore regionale di Confcommercio, Gianluca Deriu. I problemi maggiori potrebbero verificarsi soprattutto per quelle attività che si svolgono fuori sede: idraulici, elettricisti, falegnami, antennisti, manutentori di caldaie, nonchè dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l'immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos.

Per il direttore regionale della Confesercenti, Gian Battista Piana, «è evidente che la strutturazione complessiva dei costi, di installazione, di chiamata telefonica, di commissione sull’importo “transato”, pone obiettivamente un problema di costi di gestione globali del Pos». Da qui è scaturita la richiesta della Confesercenti al Ministero dell’Economia di innalzare la soglia a 50 euro, di rinviare l’applicazione delle misure sino al 30 giugno 2015 ai soggetti il cui fatturato sia inferiore ai 500mila euro, di escludere dal provvedimento i settori a bassa soglia di redditività e di abbattere i costi di gestione attraverso accordi tra sistema bancario, Ministeri e Associazioni imprenditoriali. «Ad oggi – conclude Piana – la norma in questione non ha previsto alcuna sanzione a carico dei non adempienti. Pertanto, i consumatori devono ritenersi liberi di scegliere la modalità di pagamento a loro più congeniale».

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