Il libro sardo, un bene che deve essere tutelato
Si è svolta ieri a Sassari la tavola rotonda organizzata dall’Associazione degli editori sardi
SASSARI. Il libro sardo è un bene comune da difendere e tutelare, un valore fondamentale per la crescita culturale ed economica dell’isola. Simonetta Castia, presidente dell’Aes, lo ha detto a chiare lettere aprendo, ieri a Sassari, nel Palazzo dell’Infermeria di San Pietro, la tavola rotonda “Quale futuro per il libro in Sardegna” organizzata e promossa dall’Associazione degli editori sardi in collaborazione con il Comune di Sassari.
E da quel monito parte proprio l’elaborazione di un quaderno, “Delle buone pratiche per l’editoria locale”, attualmente in corso d’opera, che gli editori sardi presenteranno a settembre durante un’iniziativa analoga. Le linee guida di questo manuale poggiano su un concetto di fondo: la creazione di una rete, virtuale e fisica, di respiro non solo regionale, che sappia innescare un meccanismo virtuoso capace di rivitalizzare l’intera filiera del libro sardo. In questo ragionamento, oltre agli editori, sono comprese le librerie, le biblioteche, la scuola e soprattutto i lettori, «Perché _ hanno evidenziato i relatori _ lo snodo è l’allargamento dell’area dei lettori da cui può ripartire la filiera bloccata dalla crisi e da politiche inadeguate». Su questo tema ha insistito lo scrittore Salvatore Mannuzzu quando ha rimarcato l’esigenza di tutelare l’identità culturale. Mannuzzu ha rivendicato anche il ruolo importante delle case editrici indipendenti, quelle regionali, che, sole, possono restituire l’immagine vera di una terra in cui la peculiarità e la specificità sono elementi di crescita.
Sulla stessa frequenza, lo storico Manlio Brigaglia, pur riconoscendo che il contesto economico è cambiato, ha rimarcato l’esigenza di ritornare a diffondere un’immagine autentica della Sardegna, tenendo conto del fatto che la gente, nell’isola, a dispetto di ciò che si crede, ha bisogno e voglia di leggere e che il libro deve poter essere propagandato.
Luciana Uda (Librai sardi indipendenti) ha puntato l’indice sull’esiguità degli investimenti, specie quelli destinati alle scuole, luoghi da cui può ripartire la rinascita di un settore fondamentale per la crescita culturale. In chiusura, Mario Argiolas (Ufficio studi Aes) e Francesco Cheratzu (Direttivo Aes) e l’editore Carlo Delfino hanno idealmente rivolto alla Regione una richiesta importante: qual è la nuova missione della Regione per la rivitalizzazione dell’intera filiera?
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