Sulle Bocche passaggio più sicuro
Da luglio ogni nave dovrà essere scortata nelle acque dello stretto
OLBIA. Sarà potenziata la sicurezza della navigazione nelle Bocche di Bonifacio, in particolare per quanto riguarda i carichi classificati pericolosi (ogni anno oltre 130mila tonnellate di merci pericolose transitano nello stretto). Il ministero dei Trasporti ha disposto l’introduzione del sistema di pilotaggio raccomandato. La nuova misura di sicurezza dovrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni (indicativamente il 1 luglio, comunque quando saranno messi a punto i dettagli tecnici sull’impegno operativo delle corporazioni dei piloti di Porto Torres e di Olbia). Il monitoraggio del transito navale sarà esteso alle imbarcazioni di tutte le nazionalità, mentre finora il divieto ha avuto efficacia per le sole navi di bandiera italiana e francese in forza di un accordo tra i due Paesi che risale al 1993.
La procedura. Come funziona il transito raccomandato? Le navi in transito “possono” chiedere il supporto dei piloti in accompagnamento alla navigazione nelle acque dello stretto. Gli armatori potranno prenotare l’assistenza e le navi saranno seguite dal momento in cui informeranno (questo è obbligatorio) le autorità marittime via radio dell’arrivo nel tratto delle Bocche. Una certezza ulteriore rispetto ai sistemi di eccellenza adottati dall’Unione europea e già operativi per il monitoraggio (satellite, radio, radar) dei transiti che sono effettuati con turni settimanali, senza sosta nelle 24 ore e tutti i giorni della settimana dalle capitanerie di La Maddalena e di Bonifacio.
Il test. La nota del ministero ha la forma di una nota propedeutica all’organizzazione dei servizi che saranno poi formalizzati attraverso una circolare, proprio perché si tratta di una fase sperimentale limitata nel tempo. Per un anno verrà testato il riscontro che il servizio avrà sul transito navale: dipenderà dall’interesse e dall’adesione degli armatori. Il dato, che tuttavia si presume fin d’ora sarà positivo, produrrà quindi una norma definitiva al termine della fase sperimentale. La nota del ministero dei Trasporti era prevedibile ma non attesa in questi giorni, né si pensava potesse agire in tempi così stretti tra la comunicazione e l’avvio delle operazioni di monitoraggio. Nel caso dell’Italia i controlli fanno capo alla Direzione marittima di Olbia comandata dall’ammiraglio Nunzio Martello, attraverso la Capitaneria di La Maddalena diretta dal capitano di fregata Alessandro Petri, alla guida dell’ufficio da dicembre. Mentre sul versante francese l’ufficio interessato è la capitaneria di Bonifacio. «Il pilotaggio raccomandato è una ulteriore garanzia per la navigazione e per l’ambiente», sottolinea l’ammiraglio Martello alla vigilia degli incontri per la definizione dei dettagli tecnici e operativi.
La storia. La sicurezza nel transito sulle Bocche è questione sempre aperta e il potenziamento delle misure di controllo sono un obiettivo sempre perseguito dall’Italia e dalla Francia. Per le navi dei due Paesi la navigazione in quel tratto di acque internazionali è interdetta dal 1993, in virtù di un accordo di cooperazione che l’Italia ha sancito con un decreto del ministero della Marina mercantile nel febbraio di quello stesso anno. Il divieto riguarda specificamente petroliere, gasiere e chimichiere con carichi di idrocarburi, sostanze chimiche o inquinanti pericolose e nocive all’ambiente marino. Fu un atto preventivo per eliminare il rischio di incidenti marittimi e di tutela per le acque e le coste. Ma la densità del traffico mercantile, da pesca e da diporto è rimasta tuttavia alta e con difficoltà elevate di manovra in acque ristrette. Escluse Francia e Italia, il transito è rimasto libero per le navi di tutti gli altri Paesi. Infatti i due Paesi cooperanti non hanno mai smesso di chiedere il divieto per tutte le navi che trasportano merci pericolose ma senza atti ufficiali bilaterali.
L’impegno. Solo nel 2010 hanno formalizzato l’impegno di chiedere all’Organizzazione marittima internazionale di interdire al transito le merci pericolose e di chiedere all’Onu la modifica della convenzione di Montego Bay che regola il sistema delle rotte della marina mercantile. Questa, che dall’Italia venne definita «una sfida», si celebrò in una cerimonia ufficiale a Palau, con la firma degli allora ministri italiano dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e francese Jean Luis Borloo. Nei mesi scorsi il consiglio dell’Imo (organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite) ha accolto la richiesta di Italia e Francia che adesso ha generato l’introduzione delle nuove misure di sicurezza.
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