La Nuova Sardegna

Una fantastica Pechino per la fiaba di Turandot

di Gabriele Balloi
Una fantastica Pechino per la fiaba di Turandot

A Cagliari debutta l’opera prodotta dal Lirico

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CAGLIARI. Altra fiaba esotica. Dopo l’Egitto metastorico e irreale del «Flauto magico», ecco la fantasiosa Cina di «Turandot». Da Mozart a Puccini siamo ancora, insomma, in una geografia dell’immaginazione. Nell’esotismo artistico e artificiale.

Forse, miglior titolo non si poteva offrire a Pinuccio Sciola per debuttare nel mondo del teatro. Sodalizio col suo cosmo di pietra. Occasione ideale per dar vita a quel «formidabile laboratorio» – come Philippe Daverio l’ha definito in conferenza di presentazione – che di per sé costituisce ogni nuovo allestimento. A distanza di dieci anni, la Stagione operistica ripropone infatti l’ultimo capolavoro pucciniano. Da stasera, ore 21, in un’inedita produzione del Lirico le cui scenografie, con varie fattezze, riprodurranno a loro modo le “sculture sonore” di Sciola. Gli spettatori verranno accolti nel piazzale da una imponente scultura di quindici metri e un’altra nel foyer, entrambe di Sciola che li introdurrà subito all’interno di una ideale Pechino.

All’artista sardo di fama internazionale, si affianca poi la competenza registica di Pier Francesco Maestrini, i 220 costumi di Marco Nateri (già apprezzato per le realizzazioni vestimentarie de «I Shardana»), le luci di Simon Corder.

A guidare Orchestra e Coro del Teatro Lirico, invece, tornerà sul podio Giampaolo Maria Bisanti, direttore milanese già distintosi un anno fa per «Otello». Mentre a Marco Faelli ed Enrico Di Maira il compito di preparare, rispettivamente, il Coro del Lirico e il Coro di voci bianche del Conservatorio “G.P. da Palestrina” di Cagliari. Nel primo cast: Maria Billeri (Turandot); Roberto Aronica (Calaf); Maria Katzarava (Liù); Davide D’Elia (Altoum); Carlo Cigni (Timur); Gezim Myshketa (Ping); Gregory Bonfatti (Pang); Massimiliano Chiarolla (Pong).

La versione scelta per questa «Turandot» è quella originale. E quindi incompiuta. Destinata a interrompersi dopo il mi bemolle dell’ottavino che suggella la scena in cui muore Liù, così come peraltro fece Arturo Toscanini alla prima scaligera, nel 1926, quando rivolgendosi alla platea proferì: “Qui finisce l’opera, rimasta incompiuta per la morte del Maestro”. Il dramma lirico, ripartito in tre atti e cinque quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, ispirato all’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi, verrà messo in scena per ben quindici rappresentazioni fra luglio e agosto.

“Turandot”, viene replicata, con inizio sempre alle 21: mercoledì 2 luglio, sabato 5 luglio , mercoledì 9 luglio , sabato 12 luglio, mercoledì 16 luglio, sabato 19 luglio , mercoledì 23 luglio , sabato 26 luglio , mercoledì 30 luglio, sabato 2 agosto, mercoledì 6 agosto, sabato 9 agosto, mercoledì 13 agosto, sabato 16 agosto.

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