Abusi edilizi, Fiordalisi: «Un’Agenzia nazionale»
Il procuratore sollecita riforme e strumenti efficaci per le demolizioni «Nulla l’azione dei sindaci, c’è paura di contraccolpi al momento del voto»
SASSARI. Coste e cemento: prove d’azione per una svolta reale. E così il procuratore della Repubblica di Tempio lancia una serie di proposte contro gli abusi edilizi. «Ai sindaci deve subentrare un’Agenzia nazionale che si occupi delle demolizioni in tutt’Italia», spiega in un convegno di specialisti Domenico Fiordalisi alla luce delle esperienze fatte in Ogliastra e in Gallura. «Gli amministratori sono troppo esposti: magari le ordinanze le firmano pure a centinaia, ma poi non hanno la forza di farle eseguire, ci sono troppi timori per la campagna elettorale e per i contraccolpi al momento del voto», spiega, con convinzione, davanti a colleghi ed esperti riuniti a Sassari. E a tutti viene in mente che cosa è successo sotto questo profilo, prima a Tertenia e poi alla Maddalena: le ruspe bloccate da catene umane, con assessori e interi consigli municipali in prima fila.
Quali altri vizi o carenze vede oggi nell’eliminazione dei danni ambientali?
«Andando a spulciare la situazione caso per caso ho scoperto che le violazioni erano state accertate in decine di casi. Eppure, nello stesso contesto, le sentenze passate in giudicato erano state solo una trentina in 35 anni. E poi i provvedimenti per l’abbattimento degli edifici costruiti in maniera irregolare... lettera morta. Se invece la questione passasse nelle competenze dirette del ministero e si creasse una maggiore sensibilizzazione nei confronti di questi temi, credo che il sistema migliorerebbe»
Quali altre iniziative si potrebbero adottare a salvaguardia dell’ambiente?
«Sulla base delle conoscenze acquisite sul campo in Sardegna, che in questo convegno mi è stato chiesto di riferire, penso siano ormai indispensabili riforme da parte del legislatore. Provvedimenti per rendere più efficaci le misure a disposizione contro i danneggiamenti sul territorio».
A che cosa si riferisce?
«Beh, in sostanza a nuovi strumenti giuridici per colpire le lottizzazioni e le speculazioni. C’è una rete di rendite che sopravvive e prospera in queste situazioni d’illegalità».
Può fare qualche esempio?
«Vicino a Tertenia ho dovuto focalizzare la mia attenzione investigativa su un’economia criminale. Ville con vista mozzafiato costruite su terreni pubblici. Proprietari e utilizzatori difficili da individuare. Evasione sistematica dell’Iva e di altre imposte tributarie. Persino l’acqua pagata come se fosse destinata a irrigare i poderi e non abitazioni di lusso».
Nessun disagio sociale all’origine degli abusi?
«Può darsi che in qualche caso ci fossero emergenze familiari. Ma una cosa dev’essere ribadita con chiarezza: io non ho mai fatto eseguire demolizioni di prime case. In tutte le circostanze nelle quali ho richiesto l’intervento della polizia e dei carabinieri, 130 in Ogliastra e una ventina alla Maddalena, si è trattato sempre di seconde case».
Come dovrebbe funzionare il sistema per alimentare deterrenti concreti?
«Intanto ci dev’essere un adeguato controllo. E in secondo luogo vanno applicate le sanzioni per evitare le conseguenze del danneggiamento al territorio e per avviare il ripristino ambientale. Penso a quanto l’Asinara in passato sia stata protetta dalla presenza del carcere. Certo, ora c’è l’Ente parco, ma la vigilanza non deve comunque cessare. Anzi».
Di quali casi diversi dalle demolizioni si è occupato di recente?
«Al di là delle questioni legate al poligono di Quirra, per il quale il processo è ancora in corso, uno dei primi che mi viene in mente riguarda i veleni di una peschiera vicino a Tortolì. Anche lì il nostro intervento è stato molto utile».
A proposito di basi militari, che cosa pensa del decreto per innalzare i valori d’inquinamento all’interno delle aree destinate alle esercitazioni?
«Le soglie possono pure venire elevate. Ma in ogni caso c’è un limite che non potrà mai venire superato».
Quale?
«Quello della tutela della salute e della salubrità ambientale. Diritti da difendere sempre, in maniera indipendente rispetto ai valori fissati in eventuali nuove tabelle di riferimento per i poligoni e le basi militari. Com’è gia successo, del resto».
In quali situazioni?
«Nel momento in cui a Quirra - Capo San Lorenzo si è messo in moto il procedimento penale è stato attivato un parallelo meccanismo virtuoso: le bonifiche dei fondali e dei depositi che sospettavamo inquinati e inquinanti. Ecco, questo è stato un effetto diretto e immediato: estremamente positivo».
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