Due casi di tbc a Buoncammino
Il primo a fine maggio: subito dopo il via alla profilassi, ma manca la tubercolina
CAGLIARI. Allarme tubercolosi tra le celle del carcere cagliaritano di Buoncammino. Due casi ravvicinati, il primo a fine maggio e il secondo pochi giorni dopo, hanno fatto scattare la campagna di profilassi tra i detenuti e gli agenti. Ma il pericolo di contagio è tutt’altro che rientrato.
All’interno della struttura carceraria gli operatori sanitari della Asl numero 8 stanno lavorando con grande difficoltà a causa della scarsità di tubercolina: i bacilli tubercolari adoperati come antigeni per la diagnosi dell’infezione nell'uomo. Il secondo problema è che l’infezione potrebbe essersi diffusa anche fuori dalle mura del vecchio istituto di pena, perché il primo caso scoperto a fine maggio era in uno stato avanzatissimo. Il detenuto che aveva contratto il virus si trovava in carcere da molto tempo e potrebbe aver contagiato la tbc ad altre persone che nel mentre potrebbero aver lasciato il carcere, perché tornate in libertà o trasferite in altre strutture dell’isola.
La malattia può avere infatti un periodo di incubazione anche molto lungo, fino a sei mesi senza nessun disturbo. Solo dopo la scoperta del primo caso all’interno del carcere di Buoncammino sono scattati i controlli della Asl tra i 250 detentui ed è così che è venuto alla luce anche il secondo caso, fortunatamente molto meno grave del primo. Il problema sarà ora quello di raggiungere con la profilassi tutte le persone, tra detenuti, agenti della polizia penitenziaria, educatori e altri operatori del carcere che siano entrati in contatto negli ultimi mesi con i detenuti colpiti dal virus. La tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano essere asintomatiche, cioè si ha un'infezione latente. Circa una su dieci infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette. I sintomi classici sono una tosse cronica con espettorato striato di sangue, febbre di rado elevata, sudorazione notturna e perdita di peso. L'infezione di altri organi provoca una vasta gamma di sintomi. La diagnosi si basa sull'esame radiologico (comunemente una radiografia del torace), un test cutaneo alla tubercolina, esami del sangue e l'esame microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei. Il trattamento è difficile e richiede l'assunzione di antibiotici multipli per lungo tempo.
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