Il sindaco: «Ho fatto il possibile per evitarlo»
NURACHI. Un incubo da cui tutti sperano di svegliarsi molto presto. La strage di cani che ha scosso il paese è una ferita fresca nel tessuto sociale di una comunità tranquilla che si è trovata nell’oc...
NURACHI. Un incubo da cui tutti sperano di svegliarsi molto presto. La strage di cani che ha scosso il paese è una ferita fresca nel tessuto sociale di una comunità tranquilla che si è trovata nell’occhio del ciclone dopo il gravissimo episodio di venerdì sera. Oltre ai cittadini indignati, la follia dell’anziano pastore che ha avvelenato i suoi cani ha colpito anche gli amministratori. La più scossa è il consigliere comunale Valentina Chergia che si è detta pronta a rassegnare le dimissioni. «Se dovessi dimettermi si tratterebbe di un messaggio rivolto a chi opera sopra di noi e non ci permette di intervenire come invece si dovrebbe fare in casi come questo. Con una normativa più snella in fatto di maltrattamenti agli animali questo non sarebbe successo», ha scritto su Facebook. L’uomo, e i suoi comportamenti, erano noti a molte persone, tra cui il sindaco Filippo Scalas: «In realtà abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Io stesso ho segnalato il caso a un vigile urbano che ha fatto visita più volte all’anziano contadino. Quando però si tratta di animali di proprietà, la cosa si complica». Difficile capire cosa sia scattato nella testa dell’anziano che, pur di evitare la curiosità dei vicini e l’interesse della polizia municipale, ha deciso di avvelenare i suoi cani come se niente fosse, come se il veleno potesse essere la giusta soluzione all’esistenza di bestiole allevate come animali da combattimento. «I cani erano talmente affamati che arrivavano ad azzannarsi tra di loro», dicono i vicini di casa. Un comportamento stigmatizzato dal primo cittadino: «Si tratta di un allevatore vecchio stampo, forse convinto che i cani non siano animali da rispettare ma semplici proprietà da sfruttare. Non accetto chi generalizza e accusa d’inciviltà un’intera comunità. Il nostro è un paese come tanti altri in cui sono state organizzate attività pubbliche di sensibilizzazione anche sui temi dei diritti degli animali».
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