Per poterli usare bisogna avere un brevetto
Il regolamento varato dall’Enac da meno di un mese, ma con molti punti ancora poco chiari
PORTO CERVO. Il regolamento sui droni l’Enac – l’ente nazionale per l’aviazione civile, l’Authority che sovrintende tutti i voli sul territorio nazionale – l’ha varato poco meno di un mese fa. Lo ha fatto per mettere un punto fermo al proliferare di iniziative in gran parte private che stavano diventando sempre più incontrollabili e pericolose. E da allora il dialogo tra l’Authority e le circa quattrocento aziende grandi, medie, piccole o individuali che si occupano del settore specifico – produzione, gestione, manutenzione e pilotaggio – è stato avviato, con reciproche perplessità che, in brevissimo tempo, dovranno essere fugate. In primo luogo l’Enac ha stabilito, seguendo una normativa internazionale, che a pilotare i droni siano persone che hanno superato i 18 anni di età, che conoscono le regole dell'aria e hanno condotto un addestramento ad hoc presso scuole specializzate. I primi problemi nascono proprio da questa indicazione, non essendo ancora ben chiaro quali siano le scuole abilitate al rilascio del brevetto. Il regolamento prevede, tra l`altro, che il pilota di Apr dovrà anche essere esperto in meteorologia, nonche conoscere a menadito il drone che dovrà pilotare. Inoltre l’Apr dovrà essere coperto da polizza assicurativa. Si prevede che questa sia una delle professioni più ambite e richieste a partire dal 2020. Nel business che secondo Assorpas (l'associazione di operatori e costruttori del settore) e la società di ricerca americana Asd Reports diventerà, entro il 2021, il giro di affari mondiale a più alta crescita, sfiorando i 130 miliardi di dollari, si stanno fiondando colossi del Web come Google, che ha recentemente acquisito Titan Aerospace, una azienda che produce droni alimentati ad energia solare, mentre Amazon, colosso delle vendite online, vuole acquistare una flotta di droni per la consegna a domicilio dei pacchi. In Italia sono 400, all’incirca, i droni (soprattutto quelli ad ala rotante, ma anche ad ala fissa) ufficialmente in servizio e utilizzati professionalmente per riprese televisive e cinematografiche, nel monitoraggio ambientale, nella sorveglianza di grandi strutture industriali e installazioni al telerilevamento di aree urbane e agricole fino alle attività di protezione civile. Sfuggono, a questo elenco, i droni utilizzati dalle forze di polizia e dalle aziende più grandi di security privata, che offrono questo ulteriore strumento tecnologico alla loro clientela. (g.p.c.)
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