La Nuova Sardegna

Maria Gadù, i ritmi brasiliani sposano il blues

di Walter Porcedda
Maria Gadù, i ritmi brasiliani sposano il blues

Stasera al Massimo di Cagliari il concerto di una delle voci più originali della musica sudamericana

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Maria Gadù, una delle più intriganti e talentose cantanti del nostro tempo concerto inaugurale della trentatreesima e avversatissima edizione di Jazz in Sardegna _ dopo la cancellazione del Parco della Musica è di scena oggi al teatro Massimo, dalle ore 21 _ in un set che si preannuncia ad alto gradimento emozionale. Esplosa al successo planetario solo pochi anni fa con il singolo “Shimbalaye”, pur essendo molto giovane _ appena 28 anni _ si è dedicata alla musica praticamente bambina. Marya Correa Aygadoux, in arte Gadù, a sette anni incide già in solitario i suoi brani su musicasette. E proprio il brano che l'ha consacrata sulle scene di mezzo mondo _ “Shimbalaye, appunto _ è stato scritto dalla cantautrice a soli dieci anni d'età. Insomma per l'artista brasiliana amatissima nel suo Paese dalle giovani generazioni, e con schiere di appassionati, dall'America all'Europa, la musica è come l'aria che respira. Di lei colpisce la raffinata capacità di unire tradizione carioca, fatta di bossa nova e ritmi soul, con il blues. Che, grazie ad una spiccatissima attitudine jazz trasforma in perle di originale musicalità.

Naturalmente è dal vivo che la sua arte raggiunge alte vette. Dove la cantautrice può dare fondo a tutta la sua capacità di improvvisatrice e interprete. “La prima volta che l'ho vista sono rimasto abbagliato e quando ha iniziato a cantare è stata spettacolare”. Così parla il suo “scopritore”, il padre del tropicalismo e della musica contemporanea brasiliana, Caetano Veloso, con il quale in seguito Maria Gadù si esibirà dal vivo (una fantastica testimonianza di questo incontro si può rintracciare anche in rete e merita di essere visto e ascoltato, per l'intesa di cui i due danno mostra).

Maria Gadù inizia la sua vera formazione musicale a tredici anni, facendo gavetta nei locali di San Paolo. Dopo una tournèe europea nel 2008 in duo col percussionista Doga, collabora con il regista Jayme Monjardin che la scrittura per una serie tv dedicata alla cantante brasiliana Maysa. E' l'anno in cui incide una celebre versione di “Ne me quitte pas” di Jacques Brel. L'anno dopo esce l'album “Maria Gadù” che diventa disco d'oro e a seguire il successo con brani come “Shimalaye”, “Altar particolar”, “Incontro”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative