La Nuova Sardegna

Un’innovazione che piace solo al governo

Un’innovazione che piace solo al governo

Il viceministro Morando difende la scelta ma l’opposizione, e parte della maggioranza, la bocciano

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. «L’obbligo del Pos non è un regalo alle banche». Il viceministro all’Economia, Enrico Morando, risponde alle feroci critiche che sono piovute addosso al governo. «L’obiettivo finale è ridurre le dimensioni dell’economia illegale – dice ancora Morando – e questo si tradurrebbe in un vantaggio per le imprese che operano legalmente». Ma la sua è una voce isolata. Contro il decreto legislativo si è scatenata tutta l’opposizione, da Forza Italia ai 5 Stelle, a Fratelli d’Italia, ma qualche critica si è levata anche dalla maggioranza. «L’entrata in vigore di questa norma segna il passaggio dell’Italia da stato democratico a stato di polizia fiscale», dichiara Alessandro Pagano, del Nuovo centrodestra, alleato di Renzi al governo. Più sfumate le critiche del pd Stefano Pedica. «È una misura giusta, storica perché mette un freno all’evasione, ma per incentivarne l’uso con la carta di credito è necessario che il governo elimini il pagamento delle commissioni. Altrimenti si fa un ulteriore regalo alle banche e si penalizzano gli esercenti e i consumatori». Contro il Pos obbligatorio si schiera Forza Italia. Per la portavoce alla Camera Mara Carfagna «questo governo ha una strana idea di cosa significhi abolire i disagi burocratici e il carico fiscale dei cittadini. Perché nei fatti non fa che aumentarli. Questa trovata del Pos sembra fatta apposta per favorire le banche che avranno le loro brave commissioni. È la classica misura che aumenterà la possibilità di fare nuovo nero». Spara bordate contro il decreto del Governo anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. «Se insieme all’obbligo del Pos avesse previsto anche la gratuità dei servizi bancari ci troveremmo di fronte a un provvedimento anche comprensibile, ma non è così». All’attacco anche Beppe Grillo. «Una legge all’italiana – tuona il leader dei 5 Stelle dal suo blog –. Costi assurdi per aziende e professionisti ed ennesimo regalo alle banche». Critiche al decreto anche da Confcommercio («subito un tavolo per rivedere oneri e soglie») e Unimpresa («un obbligo inutile e facile da aggirare»). L’associazione nazionale dei commercialisti si dice invece amareggiata. «Sta passando il messaggio che i commercialisti non vogliono tracciare le loro transazioni, quando, di fatto, lavorando in gran parte con imprese e partite Iva i pagamenti vengono fatti tramite bonifico o assegno. E quindi sono tutti tracciati». (al.pi.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative