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«Adesso la Sardegna è più forte»

«Adesso la Sardegna è più forte»

L’entusiasmo del governatore. La minoranza voleva il passaggio in Consiglio

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CAGLIARI. Gavino Sale di Irs era stato drastico: «Se non votiamo subito sì al San Raffaele, dovremmo andare tutti a casa». I sessanta consiglieri regionali resteranno tutti al loro posto: ora il nuovo ospedale è davvero «cosa fatta». La prima delle conferme è stata quella del presidente Francesco Pigliaru: «Ho trovato una maggioranza fantasticamente compatta e una minoranza che vuole stare in partita». Dunque, il voto di oggi sarà compatto e «questo – ancora parole del governatore – fa onore non al presidente, non al centrosinistra, ma a tutta la Sardegna, diventata oggi più forte e credibile per ambasciatori, imprenditori e politici». Anche l’opposizione parteciperà alla festa di oggi, anche se Pietro Pittalis (Forza Italia) e Attilio Dedoni (Riformatori) avrebbero preferito anche il passaggio in aula della delibera, perché il solo voto della commissione va bene per «le strutture sanitarie già pronte, non quando devono essere ancora costruite com’è il San Raffaele». Secondo Pittalis, «con il voto del Consiglio, avremmo avuto maggiori garanzie mentre ora dobbiamo sperare che un domani non ci siano intoppi. Comunque le mie perplessità sono a verbale».

Insieme a quelle di Giorgio Oppi (Udc) che dopo aver detto: «Dobbiamo stare attenti, i ricorsi al Tar sono sempre possibili e massima vigilanza sull’investimento, noi sappiamo che il Bambin Gesù non naviga nell’oro», ha aggiunto: «Deve essere chiaro che delle mille assunzioni annunciate più della metà, almeno seicento, dovranno essere di sardi. È un impegno a cui gli investitori privati non possono sfuggire». Poi per i sardisti, Christian Solinas, «Alla Giunta chiedo il massimo della vigilanza nei rapporti fra la curatele fallimentare dell’ex San Raffaele e i nuovi proprietari, perché non ho visto ancora un vero calcolo del rischio d’impresa», e Marcello Orrù: «Deve essere formale il giuramento che il nuovo ospedale non penalizzerà le eccellenze sanitarie della Sardegna».

Alla minoranza ha risposto, con garbo, il capogruppo del Pd, Pietro Cocco: «Dal presidente della Giunta abbiano avuto la conferma che la procedura adottata, cioè quella del solo passaggio in commissione, è giusta e così si sono espressi anche gli uffici legali e legislativi della Regione. Da oggi in poi la nostra vigilanza sarà massima sulla nuova proprietà e sugli effetti che il San Raffaele avrà, ma non ci saranno, sulla sanità pubblica. Poi sui posti di lavoro, sappiamo già che la Qatar Foundation assumerà almeno 600 sardi». Con la delibera ormai messa al sicuro, anche Sel, con il coordinatore e consigliere regionale Luca Pizzuto, ha detto la sua: «Mai avremmo votato a favore di un progetto che favorisce la sanità privata a discapito di quella pubblica. Il che vuol dire: abbiamo la garanzia che non ci saranno contraccolpi neanche in periferia». Infine, Giuseppe Fasolino (Forza Italia): «La foresta è disboscata, ora il San Raffaele è in dirittura d’arrivo». (ua)

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