“Sa zenti arrubia” e il teatro sullo stagno
La rassegna allestita dalla “Piccola compagnia anonima” Testi in lingua sarda tra fenicotteri rosa, aironi e avocette
CAGLIARI. I fenicotteri, sa zenti arrubia, sulla brochure la dicono lunga. Elegante, coraggioso, indipendente. Come la lingua sarda e i luoghi in cui il parlare dei nostri avi ha spesso fatto la differenza. Simboli e codici, armonie e moteti, figure tipiche e usi. In sintesi, la Sardegna. Raccontata con rappresentazioni teatrali argute. Più un fine benefico: costruire una scuola dei Salesiani in Madagascar. Il tutto, nell’area protetta di Molentargius. La sfida della “Piccola compagnia anonima” di Cagliari ha colto nel segno. Sul prato di Villa Utzeri, a pochi metri dalle saline e dall’habitat controllato di centinaia di specie rare fiore all’occhiello del Parco, sei serate in campidanese. Volti coloriti, sguardi gonfi di sentimento, guizzi dell’animo. Ma soprattutto, sarcasmo e risate.
La prima rassegna di teatro in lingua sarda ha sposato artisti, compagnie, canovacci e autori attenti al prima, durante e dopo della nostra terra. Vita e vicende quotidiane. In un caleidoscopio avvincente. Sarà stato per la location, il passa parola, un contesto familiare “avvicinante”. O per l’atmosfera: circondati da avocette e aironi, il maestrale a soffiare aromi salmastri, il nitrire dei cavalli di un maneggio. Magari, per le battute: dirette, levigate dal tempo, colte tra piazze e mercati del Campidano.
Di fatto, serate intelligenti. Spese bene. Apprezzate da un pubblico variegato. E adatte ai bambini: sabato scorso, “Ita missa esti” di Giuseppe Cesare Mameli, compagnia La Forgia di Muravera, ha avuto per antipasto la strega “Maga Gascar”. Applausi. Per un’estate da sfogliare in modo nuovo. Naso all’insù, attenti a reminiscenze giovanili, con battute e schetch di zie e nonni. “Scraccaglius a Molentargius” ha ospitato la compagnia Joseph Teatro di Capoterra, con “Annarona” di Franco Bayre, “Su Stentu” di Serramanna, con “Su dottori motorizzau”, scritto da Antonio Picciau. “Centu concas, centu berrittas”, compagnia di Nuragus, ha portato in scena “Revesa” e la Filodrammatica di Guspini ha presentato “Sa bonanima de babbai”, firmata da Ottavio Altea. In breve, un piccolo grande film sotto le stelle. Per salvaguardare tradizioni e linguaggi di un popolo che merita memoria e attenzioni. Come quelle regalate dalla recitazione della “Piccola compagnia anonima” di Cagliari. “Antonietta”, autore Lucio Sergi, è un delizioso spot anche alla sardità. Che si unisce a meraviglia alla solidarietà per gli scolari del Madagascar. Una scommessa nella scommessa. Per buona parte, vinta.
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