La Nuova Sardegna

Case vacanza, quotazioni in forte calo

di Alessandro Pirina
Case vacanza, quotazioni in forte calo

La Sardegna ha registrato una flessione dei prezzi del 5,8%. In aumento le richieste degli stranieri

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SASSARI. Calano le quotazioni delle case vacanze in Sardegna. Nella seconda metà del 2013 i prezzi delle abitazioni nelle località di mare hanno subito una flessione del 5,8 per cento. Quasi un punto in percentuale in più della media nazionale, che si attesta al 4,9. A risentire principalmente del ribasso dei valori è stato il Sulcis Iglesiente, con un meno 11,7 per cento, seguito dalla Gallura, che ha registrato un crollo dell’8,7, mentre a Cagliari e dintorni la contrazione, meno 4,3, è stata più contenuta. La crisi, dunque, interviene pesantemente sul mercato immobiliare turistico, anche se, sempre secondo lo studio effettuato da Tecnocasa, il calo dei prezzi ha spinto verso l’alto la domanda di case vacanza, soprattutto da parte di stranieri. Russi, tedeschi e inglesi su tutti.

Le altre regioni. A livello nazionale la regione che ha fatto registrare il calo dei prezzi più pesante è stata la Toscana, con un meno 6,7 per cento, seguita da Basilicata (6,1) ed Emilia Romagna (6,1). I risultati migliori, invece, li hanno ottenuti la Calabria, che si è fermata al meno 2,4, seguita dalla Sicilia al 2,8. Meglio della Sardegna anche la Liguria e il Lazio, entrambe meno 4,3, e la Puglia, meno 4,4.

Le località. È Golfo Aranci a guidare la classifica delle località isolane che hanno subito il maggior calo dei prezzi delle case vacanze. La cittadina sul mare, balzata negli ultimi tempi alle cronache per alcune attrazioni singolari come la sirenetta in carne e ossa, registra un meno 15 per cento. Nel resto d’Italia ha fatto peggio solamente Jesolo, con un crollo del 16,7. Male in Sardegna anche Sant’Antioco, dove nel 2013 la quotazione delle abitazioni ha subito una diminuzione del 13,3 per cento. Prezzi in calo anche ad Arzachena, in particolare nella zona di Cannigione, dove negli ultimi anni sono state realizzate nuove costruzioni, molte rimaste ancora invendute.

I segnali di ripresa. A originare la riduzione dei prezzi è stato ovviamente un crollo della domanda, che, però, in questi ultimi mesi è di nuovo in positivo. Un effetto conseguente al crollo delle quotazioni. Tra i più interessati alle case in Sardegna ci sono molti stranieri. A Pula e Santa Margherita si stanno affacciando svizzeri, olandesi, inglesi, tedeschi, francesi e, la novità dell’estate 2014, anche romeni. Segnali di ripresa anche a Villasimius, dove rispetto a un anno fa, si registra un aumento della domanda di immobili nel centro del paese, e a Budoni, dove la maggior parte delle richieste riguardano Porto Ottiolu. A Porto Rotondo, invece, i ribassi degli anni precedenti stanno avvicinando al borgo d’élite anche chi fino a qualche tempo fa non aveva un’alta disponibilità di spesa. Si pensa positivo anche ad Alghero, anche se per Tecnocasa sulla Riviera del Corallo la caccia riguarda principalmente la prima abitazione, approfittando di una maggiore offerta di seconde case che i proprietari non riescono più a mantenere.

La classifica degli affitti. Il crollo della valutazione delle abitazioni ha in qualche modo influito anche sugli affitti. La Sardegna, infatti, non è in cima alla lista delle località più care. Il portale web TripAdvisor ha stilato la graduatoria delle regioni più economiche. Al primo posto c’è la Calabria con una media di costo settimanale di affitto per stanza di 316 euro, seguita da Basilicata e Abruzzo. La Campania domina invece la classifica delle destinazioni più care con una media settimanale di 652 euro. A seguire la Toscana e il Veneto. La Sardegna non arriva sul podio, anche se 7 giorni nell’isola costeranno più o meno quanto 10 notti in Calabria. Sempre secondo TripAdvisor l’isola ha perso appeal tra il popolo delle vacanze: nella top ten delle richieste è presente solo Villasimius contro ben cinque località pugliesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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