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Fai, appello alla Regione: più tutela dell’ambiente

Fai, appello alla Regione: più tutela dell’ambiente

Maria Antonietta Mongiu, presidente del Fondo: «Serve un disegno complessivo» E Forza Italia presenta una interpellanza sul caso della Conservatoria

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CAGLIARI. Conservare la conservatoria. Il primo obiettivo sembra raggiunto. La Regione con una giravolta semantica ha trasformato la chiusura dell’ente in una revoca del direttore. L’agenzia è salva, chi la guidava no. Ma il Fondo per l’ambiente italiano non si accontenta delle rassicurazioni della giunta sulla sopravvivenza della Conservatoria. Le parole del suo presidente, Maria Antonietta Mongiu, fanno capire come la salvaguardia dell’agenzia sia solo uno dei pilastri su cui il Fai fonda il suo concetto di protezione dell’ambiente. Gli altri sono la legge salvacoste, che vede nel Ppr di Soru il suo baluardo e la limitazione delle aree da destinare alle energie alternative. «La conservatoria – spiega la presidente Mongiu –, è stata istituita per la salvaguardia e la tutela degli ecosistemi costieri. È una agenzia tecnico-operativa della Regione. E ha compiti di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale». Ma la Mongiu va oltre e mette in evidenza come sia necessario portare avanti un discorso più ampio. «La legge salvacoste e il Ppr compongono un disegno complessivo di sviluppo sostenibile da cui la Sardegna non può più tornare indietro – continua il presidente del Fai, che è stato anche assessore regionale alla Cultura nella giunta guidata da Renato Soru –. In questi mesi c'è una forte preoccupazione che la Regione vada verso la direzione opposta. Spero che presto la giunta fughi ogni dubbio. Per il Fai la conoscenza e la tutela di quanto la nostra isola possiede sono punti fermi da cui trarre benessere intellettuale e materiale per i sardi e per il mondo». E il presidente del Fai va oltre e chiede che la giunta cancelli la delibera del 25 ottobre 2013 della giunta Cappellacci, quella che di fatto modifica il Ppr. «La Giunta annulli la delibera del 25 ottobre 2013. Contiene norme transitorie che rendono efficaci gli effetti del Pps della giunta Cappellacci». Il Fai dice no anche all’uso della terra per fonti rinnovabili. «Hanno distrutto paesaggi, divorato suoli agricoli, disseminato i territori di cattedrali nel deserto, creato servitù. Dopo l'eolico e il fotovoltaico a terra, ad altissimo impatto ambientale, l’ultima frontiera, il minieolico è ancora più devastante».

Forza Italia. Sul caso conservatoria interviene anche Forza Italia, che ha presentato una interpellanza. «Dietro il commissariamento della Conservatoria non c’è nessuna spending review, né riforma dell’Agenzia – dice il capogruppo di Fi Pietro Pittalis –. Ma solo il tentativo maldestro di acciuffare una poltrona che stava per sfuggire al nominificio di viale Trento. Non si spiega in altro modo il commissariamento arrivato proprio il giorno in cui scadeva l’avviso pubblico per la selezione di un nuovo direttore». «Nutriamo forti perplessità», ha aggiunto il vice capogruppo Alessandra Zedda, «anche riguardo alla revoca: sia per quanto riguarda tempi e modalità sia perché non riconducibile a una rivisitazione dell’agenzia o della macchina amministrativa regionale nel suo complesso. Peraltro», All’attacco anhce l’ex presidente Ugo Cappellacci. «Sull’ambiente la sinistra ha sempre rivendicato una superiorità, ma quando arriva alla prova dei fatti dimostra limiti evidenti e molta confusione: prima hanno adottato una delibera e poi sono andati alla ricerca di una motivazione per giustificarla, che cambia di giorno in giorno, in un continuo gioco al rilancio pur di nascondere gli errori».

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