La Nuova Sardegna

L’economia del mare va a gonfie vele

di Alfredo Franchini
L’economia del mare va a gonfie vele

In Sardegna il settore è cresciuto del 16 per cento in tre anni e ha raggiunto un valore di 14 miliardi di euro

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CAGLIARI. In tre anni l’economia del mare in Sardegna è cresciuta del 16,3 per cento raggiungendo il valore di 14 miliardi di euro. Un valore importante perché, com’è naturale, il 94% delle merci arriva in Sardegna via mare. Sono i dati del Rapporto Srm, (il centro studi di Intesa Sanpaolo per il Mezzogiorno, diretto da Massimo Deandreis), che è stato presentato ieri a Cagliari nella sede della Confindustria, con la partecipazione del presidente Maurizio De Pascale, degli assessori Deiana e Morandi, dei vertici della Banca di credito sardo, Mazzella e Monceri, dell’Autorità portuale di Cagliari, l’ammiraglio Vincenzo Di Marco.

Il Rapporto.Nei porti italiani «girano» ogni anno 477 milioni di tonnellate di merci, un traffico che ci colloca al terzo posto in Europa, dove, peraltro, continuano a dominare i porti di Rotterdam, Anversa e Amburgo. Il peso del Mezzogiorno è pari al 48% del totale delle merci movimentate ma si potrebbe fare molto di più.

Sistema Sardegna. Lo studio analizza le aree di densità logistica e la concentrazione portuale per capire quali possono essere i punti di forza. Il sistema Sardegna realizza un quoziente pari a 9,5%, (sulla base di otto parametri presi in esame tra cui la presenza di interporti e di centri intermodali), ma la Campania e la Puglia (solo Taranto ha un quoziente di 28,3%), presentano una densità marittima e logistica importante.

Giganti del mare. Il trasporto via mare sta cambiando fisionomia. Dal rapporto elaborato dalla Srm risulta che è in corso ormai da anni il gigantismo navale; va a sommarsi a un altro elemento che andrà via via modificando gli assetti della portualità europea: le grandi alleanze navali (come la P3 Network formata da Maersk, Msc, Cma e Cgm), che ha recentemente avuto il via dalla Commissione europea per gli aspetti relativi alla concorrenza e ha in progetto l'avvio dei servizi navali entro il prossimo autunno.

Mediterraneo.Il Mediterraneo è sempre più centrale: vi transita il 19% del traffico marittimo mondiale. E il trend di Sue dimostra che il traffico navale, sta aumentando nonostante le tensioni politiche. Risultano in crescita diversi Paesi protagonisti delle recenti «primavere arabe».

Due assessori.Maurizio De Pascale, presidente della Confindustria della Sardegna meridionale, non nasconde la soddisfazione: «Siamo riusciti a portare allo stesso tavolo gli assessori dei Trasporti e del Turismo». Sì perché, come capita spesso in Sardegna, settori che si integrano nei fatti sono divisi dalla politica. Massimo Deaiana spiega: «Come sistema stiamo riuscendo a tenere il traffico, nonostante la crisi, abbassando i costi. Stiamo attenti: il transhipping si può fare ovunque, i porti sono importanti ma non determinanti. Scontare un centesimo su ogni scatola scaricata significa calcolare milioni». Deiana ricorda la concorrenza «sleale» che viene dai porti della sponda Nord dell’Africa: costo del lavoro, costi previdenziali, sicurezza. «Per questo non possiamo mitizzare la questione porti».

Crociere. Anche le crociere, per Deiana, sono sopravvalutate come resa economica sul territorio. «Sono importanti per il marketing territoriale», spiega Francesco Morandi che rivela un sogno: «Vivere in una terra selvaggia, con un ambiente protetto ma tecnologicamente avanzata». Morandi rivolge gli elogi dell’iniziativa della Banca di credito sardo di dedicare delle sessioni a precisi elementi di sviluppo, (dalle reti di impresa al commercio e ora alla nautica).

Commercio. Pierluigi Monceri spiega: «Esiste nei vari settori economici una seria difficoltà a creare valore aggiunto e soprattutto a mettere a sistema le singole progettualità. La ricerca di Srm sottolinea il peso commerciale della Sardegna nel bacino del Mediterraneo e i traffici marittimi». E quando si parla di crescita della portualità non si possono dimenticare i punti franchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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