L'economista Savona: ci vuole una nuova cassa del Mezzogiorno
L'ex ministro lancia la proposta perché «Dobbiamo finanziare il rilancio delle nostre infrastrutture»
CAGLIARI. La questione meridionale (e quella sarda) sono scomparse dall’agenda politica nazionale. Ieri sera a Oristano, Paolo Savona, l’economista sardo, ex ministro dell’Industria, ha presentato una serie di proposte in grado di riaprire il dibattito sullo sviluppo, alla luce degli ultimi dati della Svimez. Il divario del Sud è raddoppiato, l’industria è a pezzi e i servizi non riescono più a creare lavoro.
La ricetta, a prima vista, sembra facile: la grave recessione va a impattare di più sulle fasce più deboli della società, (giovani e piccole imprese), e quindi è necessario l’intervento della mano pubblica. Realizzare le infrastrutture di cui la Sardegna ha urgenza, possibilmente abbassare le tasse. Ma Paolo Savona si spinge più in là: «Ricostruire una struttura simile a quella della prima Cassa per il Mezzogiorno. Aumentando la spesa si rimette in moto il sistema». Una ricetta in contrapposizione all’attuale «modello» che punta su tasse e assistenza. La Casmez citata è quella della prima fase, quella che, tanto per intenderci, ha consentito la realizzazione della diga sul Flumendosa. Una Casmez che sarebbe alimentata con l’intervento della Banca europea degli investimenti. (La seconda vita della Casmez, quella del fallimento, fu segnata dal fatto che l’istituto smise di realizzare opere dedicandosi proprio all’assistenza).
Savona ha lanciato la sua proposta alla presentazione del libro «Il banchiere del mondo», Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia. Eugene Black fu presidente della Banca mondiale dal 1949 al 1962 ed ebbe un ruolo importante nel finanziamento delle grandi opere nel Mezzogiorno, (compresa la diga sul Flumendosa); ma fu soprattutto un propugnatore della «cultura dello sviluppo» volta a convincere la dirigenza delle aree arretrate che poteva perseguire ambiziosi obiettivi di benessere e che si tramutò in una politica che fece bene all’Italia e all’Europa post bellica.
La presentazione del libro è stata anche un’occasione per vedere inediti filmati della visita fatta in Sardegna nel 1955 da Black e nel 57 da David Lilienthal (già presidente della Tennessee Valley Authority) e i loro lusinghieri apprezzamento sull’isola. (al.fr)
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