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Salva la legge elettorale il Tar boccia tutti i ricorsi

Salva la legge elettorale il Tar boccia tutti i ricorsi

Il tribunale ha respinto le 7 richieste arrivate dai candidati bocciati dalle urne Tra le istanze rigettate quelle di Angelo Stochino e Pierfranco Zanchetta

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CAGLIARI. La legge elettorale regionale, quella con cui i sardi hanno votato il 16 febbraio, ha resistito all’assalto in massa dei ricorsi. Il Tar ha detto no a quelli presentati da candidati che contestavano la ripartizione dei seggi fra gli otto collegi elettorali e anche quelli firmati da cittadini contro l’assenza della preferenza di genere nella legge e l’assegnazione del premio di maggioranza alla coalizione vincitrice. A essere salvati dai giudici amministrativi – anche se per alcuni vizi procedurali – sono stati i ricorsi presentati dal direttore del Manifesto sardo, Marco Ligas, e dal giurista Andrea Pubusa sulla legittima costituzionale della legge e gli sbarramenti imposti a partiti e coalizioni. Questo fascicolo è stato rinviato al 12 novembre per un errore nella notifica all’Avvocatura dello Stato, che tutela la Regione. Stessa data di rinvio anche per il ricorso presentato dall’ex magistrato Alberto Rilla e dall’ex funzionaria del Consiglio regionale Ornella Piredda, che è la principale teste d’accusa nel processo penale per le spese pazze, nelle scorse legislature, dei gruppi politici nell’Aula di via Roma.

Respinti tutti i ricorsi che erano stati presentati dai candidati nei vari partiti nelle elezioni di febbraio. Tra l’altro è stato respinto quello presentato dal consigliere uscente Angelo Stochino (Forza Italia) primo dei non eletti nel collegio dell’Ogliastra. Non sono stati neanche accolti quelli di Eugenio Murgioni Forza Italia, anche lui uscente, o quelli degli aspiranti consiglieri regionali Pierfranco Zanchetta (Upc, collegio Gallura)), Gianfranco Congiu (Partito dei sardi), Antonio Gaia (Udc ed ex sindaco di Sarule, Pier Luigi Caria, candidato col Pd in Gallura, e Nicola Cau, primo dei non eletti nel Medio Campidano sempre per il Partito democratico. Restano dunque in piedi solo due ricorsi e quello che oggi potrebbe mettere in pericolo l’ultima elezione del Consiglio regionale è solo quello che contesta la legittimità costituzionale della legge del voto di febbraio. Intanto, potrebbe arrivare nei prossimi giorni la decisione del Tribunale di Cagliari sul ricorso presentato dagli indipendentisti di Meris, anche loro contestano la costituzionalità della legge elettorale. (ua)

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