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Commissari tra dubbi e rassicurazioni

Commissari tra dubbi e rassicurazioni

La delegazione della Camera in visita a Olbia teme che i tempi per il sì definitivo possano dilatarsi

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OLBIA. Si conclude con la visita all’ex San Raffaele la inusuale attività della commissione Sanità della Camera. In trasferta da Roma per fare uscire dalla dimensione virtuale la discussione sul futuro dell’ospedale sardo. Unanime il giudizio sul futuro della sanità sarda grazie alla nascita del Bambin Gesù. Ma anche sull’esigenza di non interrompere l’iter. «Abbiamo trovato una struttura bella ma a rischio deterioramento. Bisogna fare presto», dice Donata Lenzi, Pd. Applausi all’impegno Renzi-Pigliaru arrivano dal deputato Settimo Nizzi, Fi che poi aggiunge. «Dobbiamo dare una risposta sanitaria puntuale, rapida, di qualità. Non ci impantaneremo in situazioni che prevedono lungaggini burocratiche, cavilli amministrativi e legali. C’è chi chiede soldi, chi i soldi li vuole investire. Noi vogliamo il servizio. Medici bravi, infermieri professionali bravi e strutture amministrative che funzionano». Soddisfatto il deputato Pd Gian Piero Scanu, un po’ il padre della nuova vita del San Raffaele. «Una visita straordinaria quella della commissione – commenta –. Denota non solo una attenzione di tipo politico verso la Sardegna, ma una sensibilità che va oltre l'ordinaria richiesta. A Olbia e in generale in Sardegna c’è un disperato bisogno di questa struttura. Basti ricordare le centinaia di famiglie che spesso, senza adeguati strumenti finanziari, affrontano lunghi viaggi della speranza. La realizzazione di questo ospedale credo possa miracolosamente determinare addirittura una inversione di tendenza. Invece che essere esportatori di speranza potremmo offrire noi una speranza. Ma credo anche sia un'alternativa a un modello di sviluppo stereotipato e falso, fuorviante della nostra isola. La Sardegna, nell'ambito degli investimenti ha dato tanto in termini di consumo del territorio. Credo sia arrivato il momento che le meraviglie naturalistiche della nostra terra vengano valorizzati su un altro versante. Questa struttura creerà molti più posti di lavoro di nuove seconde case».

Prudente Roberto Capelli, Cd. «Sono prudente sulle aspettative per l’investimento e la dimensione dei numeri, come i 1800 posti di lavoro di cui si parla. I tempi sono maturi per conoscere il piano industriale». (se.lu.)

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