Dalla stampante 3D prende forma la lampada Qoccoi Lux
SASSARI. Dall’idea alla pratica, passando per una stampante 3D. Il futuro del design prende corpo a Sassari, nel workshop “Design e fabbricazione digitale”, organizzato dal Fab Lab Sassari, in...
SASSARI. Dall’idea alla pratica, passando per una stampante 3D. Il futuro del design prende corpo a Sassari, nel workshop “Design e fabbricazione digitale”, organizzato dal Fab Lab Sassari, in collaborazione con la start up Empleko e con l’ufficio Trasferimento tecnologico dell’Università di Sassari, che ha finanziato l’iniziativa utilizzando i fondi del “Progetto Innovazione”.
Il workshop si è tenuto nei giorni scorsi nei locali dell’Incubatore dell’università, e ha coinvolto sedici partecipanti, designer, progettisti e artisti, imprenditori, che, gratuitamente, hanno partecipato a quattro giorni di lezioni ed esercitazioni.
Un vero e proprio laboratorio dove i quattro architetti sassaresi Gian Matteo Cossu, Antonio Maria Ledda, Eugenio Lintas e Giuseppe Paglia, fondatori del Fab Lab Sassari (associazione riconosciuta dall’organizzazione mondiale dei fablab Fabfoundation del Massachusetts Institute of Technology di Boston.), hanno insegnato ai partecipanti le principali tecniche di modellazione e realizzazione fisica di un generico oggetto, dando le basi per un'autoproduzione digitale dello stesso.
I prodotti finali sono stati realizzati con le stampanti 3D, considerate il nuovo miracolo industriale, e grazie alla collaborazione dell’azienda partner, Pirino arredamenti, prossimamente saranno perfezionati e realizzati per essere messi in commercio. Dal workshop hanno preso forma tre prototipi, realizzati da tre gruppi di lavoro: la lampada “qoccoi lux”, la “sedia +” e il tavolo “Pectable”.
La qoccoi lux è una lampada ispirata dalla spirale della lumaca, in cui gli elementi costitutivi hanno lo scopo di regolare l'intensità luminosa ruotando su un’asse centrale. A idearla e realizzarla in 3D sono stati Mirko Mellino, Giulia Sini, Margherita Piu, Silvia Soddu, Chiara Tedde e Giorgia Pisano. La sedia + realizzata in pannelli di betulla ed okumè, è frutto dell’ingegno di Daniela Valente, Leyla Saponara, Angela Nieddu, Giuseppe Palmas, Antonio Paglietti e Gianluca Paganello.
Il terzo prototipo, il tavolo Pectable, è stato realizzato in legno multistrato okumè e betulla, assemblato a secco unicamente mediante incastri, studiati per accentuare l'interazione tra i due materiali, è stato costruito tramite l'uso di macchine a controllo numerico. Il progetto del Pectable è stato ideato dal gruppo composto da Fabrizio Rubattu, Giulia Uras, Stefano Campus e Walter Cuccuru. Sono tutti oggetti d’arredo pronti all’uso, che ora aspettano solo la benedizione dell’industria e del mercato, dimostrando che partendo da un semplice progetto digitale, e con le giuste competenze, è possibile realizzare qualunque tipo di prodotto.
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