In discoteca ci vado ma solo se è silent
Una tendenza musicale che può rivoluzionare il settore Parlano i due operatori pronti a sperimentarla nell’isola
ORISTANO. Il silenzio è d’oro. Anche in discoteca. Ne sono convinti Marco e Marcello che sono pronti lanciare in Sardegna la nuova moda del momento: la silent-disco.
A dire il vero, la tendenza musicale pronta a rivoluzionare il mondo delle discoteche è già entrata nelle case degli italiani attraverso uno spot televisivo. Un gestore telefonico, infatti, ha scelto proprio la silent-disco per promuovere una particolare tariffa: «Ottima scelta– dicono Marco e Marcello– anche noi avevamo dei dubbi su questa cosa ma quando l’abbiamo provata ci siamo ricreduti. È un’esperienza musicale che non ha nulla a che vedere con quello che avevamo sentito prima».
L’amore per il sistema “silent” ha convinto i due ragazzi a investire sull’idea e a iscriversi alla rete nazionale di eventi silenziosi. La volontà si trasformerà in realtà il 7 luglio.
«Ci troverete sul sito www.sardegna.silent-disco.it» dicono i due impresari del silenzio che, però, confessano di avere già qualche appuntamento in programma: «L’idea piace e ha una particolarità: è intuitiva e facile da installare».
Per allestire una festa silenziosa, oltre alla location, servono poche cose: un lettore, che può essere sostituito da una consolle dj o da un qualsiasi strumento musicale, tre trasmettitori che diffondono tre tipi diversi di segnale e un numero variabile di cuffie.
«Usiamo le Sx809 wireless, le migliori in circolazione che ricevono il segnale anche 500 metri di distanza–, spiegano i due ragazzi, –ogni cuffia ha tre canali che le persone possono variare a loro piacimento sintonizzandosi sul genere musicale preferito. Inoltre abbiamo una grande disponibilità di cuffie, tutte igienizzate». L’universo di attività silenziose non si ferma alla discoteca: «Oltre ad abbattere l’inquinamento acustico delle discoteche, questo sistema si può utilizzare anche per conferenze, visite guidate, servizi multilingue, aperitivi musicali, cinema all’aperto, mostre, matrimoni, concerti, fiere e spettacoli teatrali silenziosi».
Per quanto riguarda l’alienazione che potrebbe arrivare dall’utilizzo delle cuffie, Marco e Marcello la pensano in maniera diametralmente opposta.
«Al contrario, per scambiare quattro chiacchiere è sufficiente sfilare le cuffie o abbassarne il volume. Una comodità che non esiste in discoteca dove, per farsi sentire da chi ti balla a fianco, bisogna urlare».
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