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Il Comune chiede lo stato di calamità

ARBUS. C’è solo da contare i danni, che sono milionari, ma non quantificabili, e sperare che certi disastri non accadano mai più. Arbus, e in parte minore Gonnosfanadiga, proverà a curare le ferite...

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ARBUS. C’è solo da contare i danni, che sono milionari, ma non quantificabili, e sperare che certi disastri non accadano mai più. Arbus, e in parte minore Gonnosfanadiga, proverà a curare le ferite da fuoco, ma ci vorrà molto tempo perché possano cicatrizzarsi. Le amministrazioni dei due paesi hanno chiesto il riconoscimento dello stato di calamità.

Chi ha vissuto quei momenti, sono tornati alla mente e ripassati davanti agli occhi i devastanti incendi che nell’agosto del 1983 incenerirono i boschi attorno a Montevecchio e Ingurtosu e giù fino alla Costa Verde (5mila ettari in cenere), con centinaia di persone in fuga dalle fiamme. Per gli arburesi una notte di terrore con il fronte del rogo di 4 chilometri, e fiamme alte anche 30 metri circondare il paese. Solo un miracolo, sotto forma di cambio di direzione del vento di levante, ha spostato il fronte del fuoco verso sud-ovest. (luciano onnis)

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