La Regione mette all’asta cinque ettari sul mare
L’accusa arriva dal Gruppo di intervento giuridico-Amici della terra: Laore ha deciso di vendere con un bando alcuni terreni accanto a Cala Sinzias
SASSARI. Amici della terra, un po’ meno della giunta. Il Gruppo di intervento giuridico lancia un nuovo allarme e bacchetta un’altra volta la Regione. La Laore, l’azienda regionale che si occupa, – in teoria – di agricoltura, ha messo in vendita 5 ettari di terreni pregiatissimi, alle spalle della spiaggia di cala Sinzias, a Castiadas in provincia di Cagliari. E per chi ha qualche euro da investire il prezzo base dell’asta è di 350mila euro.
L’accusa. I terreni erano della Soceità bonifiche sarde, una delle società che la Regione ha messo in liquidazione. Aree ad altissimo pregio ambientale, sono a ridosso della spiaggia, che potrebbero finire nelle mani dei privati. Il nuovo proprietario potrà su quelle aree anche «realizzare infrastrutture per servizi ricreativi e legati alla balneazione. Utilizzo previsto dalla certificazione urbanistica del Puc del Comune di Castiadas». Almeno questo riporta il bando.
Il gruppo ambientalista Amici della terra, con un po’ di equilibrismo dialettico lega il via libera alla vendita dei terreni alla polemica sulla Conservatoria delle coste che in queste settimane ha acceso il confronto tra la Regione e le associazioni ambientaliste. L’assessore Donatella Spano ha più volte smentito che ci sia la volontà della giunta di cancellare la Conservatoria dopo avere silurato il direttore. Ma per molti questa scelta della Regione è solo il primo passo per spazare via l’agenzia. Ora il nuovo caso è la vendita di questi terreni. «La della Conservatoria delle coste sarde, per quanto si sa – afferma il responsabile dell’associazione Stefano Deliperi –, non è stata interpellata, anche se ha l'esercizio delle competenze di legge sui terreni costieri, come dimostra la legge regionale». E sempre il Gruppo di intervento giuridico mette in una relazione di causa-effetto il commissariamento dell’agenzia e la messa all’asta delle aree davanti alla spiaggia. «Commissariata la Conservatoria delle coste la Regione inizia a vendere i terreni costieri». Gli ambientalisti chiedono alla giunta Pigliaru di stoppare da subito la vendita e di annullare il bando di gara. Un nuovo terreno feroce di scontro.
La risposta. La Regione ci pensa tutto il giorno. E decide di rispondere con un comunicato asettico. Che di fatto non smentisce la vendita, ma fa capire che su quelle aree non si può fare più o meno nulla. E in ogni caso l’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, passerà al setaccio il bando. «Nel bando del 27 giugno la Società bonifiche sarde (Sbs) mette in vendita alcuni terreni nel Comune di Castiadas. Il commisario liquidatore Antonello Melis riferisce all’assessore dell’Agricoltura e al direttore dell’agenzia Laore che le aree messe all’asta nel bando sono terreni che si trovano in zone vicine alle coste, ma non suscettibili di edificabilità». Riporta il comunicato in un italiano ingessato. «Sono aree di servizio funzionali all’accesso ad altri terreni. La pubblicazione del bando per la vendita – secondo il commissario liquidatore – , rientra nella ordinaria attività di dismissione che la Sbs ha portato avanti in questi anni». Ma dalla Regione rassicurano che esamineranno nei dettagli la pratica. «L’assessore e il nuovo direttore di Laore, nominato dalla Giunta nei giorni scorsi e che prenderà servizio la settimana prossima, verificheranno il bando per una eventuale rettifica. Ma la vendita del patrimonio di Sbs, comprese le importanti aree limitrofe alle coste, sarà valutata con attenzione, di concerto tra Laore e l’assessorato dell’Agricoltura con l’assessorato degli Enti locali e con l’intera Giunta nell’ottica di una tutela assoluta delle coste e della valorizzazione delle proprietà di Sbs, controllata dall’agenzia Laore».
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