E Bancali diventa meta d’arte e di fede
Molte le opere del maestro di Tramariglio nella chiesa alla periferia di Sassari
SASSARI. Difficile dire quante opere abbia realizzato Elio Pulli, tra dipinti, statue, ceraniche, pezzi in terracotta. Difficile dire anche dire quanti musei o case private o chiese conservino le opere del maestro. Di sicuro la chiesa che raccoglie molte statue è quella dei santi Gavino, Proto e Gianuario di Bancali. Quel tempio, disperso tra gli uliveti della campagna sassarese, ospita sull’altare le statue dei martiri turritani realizzate da Pulli. Sua è anche, alla base dell’altare c’è la Regina di Bancali che qualche mese fa è stata accolta in piazza San Pietro da papa Francesco, meta di una crescente devozione da parte dei fedeli
Ma l’opera artisticamente più significativa è il grande crocefisso che il maestro di Tramariglio ha donato a don Antonio, parroco di Bancali, in occasione dell’ultimo Venerdì Santo. Oggi quel Cristo sofferente è sistemato appena si entra in chiesa sulla destra. Un crocefisso che forma un pregevolissimo trittico con quello del Seicento, di anonimo, restaurato da Pulli e quello disegnato da Eugenio Tavolara e realizzato da Tilocca. (p.p.)
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