Euroallumina, in campo la Sfirs
In arrivo un finanziamento di 75 milioni per ripartire, ma gli ambientalisti frenano
PORTO SCUSO. L'Eurallumina di Portovesme potrà ripartire grazie al finanziamento di 75 milioni che riceverà dalla Sfirs, ma la notizia, comunicata dal senatore Tore Cherchi preoccupa gli ambientalisti. L’ipotesi che a Portovesme verrà costruito un nuovo impianto industriale chimico denominato Bio Fluel fa scattare un campanello d’allarme. «Le popolazioni di Portoscuso e Paringianu spiega Angelo Cremone di Sardegna Pulita - hanno il diritto di essere informate. Perché costruire un nuovo impianto chimico per benzine speciali - si domanda Cremone - in un territorio dove già è a rischio l'esistenza di chi vi abita? Tutto si può fare, lo hanno sempre fatto in spregio della vita umana, ma volete almeno informare la gente del posto di che cosa si tratta?» Il dirigente dell'associazione Sardegna Pulita del Sulcis Iglesiente, ha chiesto un incontro con il sindaco di Portoscuso per chiedere ragguagli sull'accordo stipulato. «Il sindaco Giorgio Alimonda dichiara di non essere in possesso del progetto tecnico - aggiunge Angelo Cremone - ma conferma la realizzazione del nuovo impianto Bio Fluel». L'Eurallumina attraverso la nuova società costruirà una nuova caldaia (in sostituzione della vecchia ad olio combustibile) a Carbone da 40 megawatt con annesso carbonile, distante dalle case di Portoscuso circa 400 metri. «Penso sia doveroso - continua l’ambientalista - spiegare, informare, e già con troppo ritardo quello che stanno facendo, prima che i buoi scappino dalla stalla. Ho chiesto al sindaco Alimonda - conclude Cremone - di procurare nel dettaglio tutti i termini di questi accordi e dei progetti, dicendo anche se come amministrazione comunale hanno già dato il loro assenso o qualcuno ha fatto i conti senza l'oste».
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