Tuck & Patti, la magia del soul e di un anfiteatro
NORA. Stregati dal teatro di Nora, Tuck e Patti - il duo americano per chitarra e voce che suona come un'orchestra jazz – hanno regalato domenica al pubblico un concerto dall'atmosfera intima e...
NORA. Stregati dal teatro di Nora, Tuck e Patti - il duo americano per chitarra e voce che suona come un'orchestra jazz – hanno regalato domenica al pubblico un concerto dall'atmosfera intima e sospesa, la stessa che si respira nella musica da camera. Saranno i trentacinque anni d'amore e musica, durante i quali Tuck Andress e Patti Cathcart hanno affinato una complicità fatta di sguardi e d'ascolto, che ogni sera si rinnova sul palcoscenico, saranno la mezza luna e gli abiti bianchi che li ha fatti brillare come perle tra le pietre antiche, sarà la presenza discreta del mare ma, per più di due ore gli arpeggi sulla Gibson semiacustica e le note della voce blues hanno risuonato nel cerchio magico del silenzio denso d'attenzione, appena interrotti dagli applausi di un pubblico dove si riconoscevano i turisti colti, i chitarristi appassionati, gli amanti del jazz, del blues e del rock. Sulla chitarra stretta al petto, le mani velocissime improvvisano e interpretano un pizzicato che sa di basso, una melodia standard, lo sguardo rapito ad assecondare o anticipare le peripezie vocali di Patti che danno ritmo, profondità e vita alle canzoni, In Paris, Like a Lover, I Remember you, My Romance, si susseguono sempre accompagnate da un tono sommesso. E per introdurre Wildflower scritta per le donne, il riferimento alla magia della terra intorno, e per raccontare la pace più intima Chocolate moment, e per prendere una stella You Take my Breath away: ogni canzone è una storia, ogni storia una vita che si racconta, un equilibrio da saltimbanchi che sa di pierrot lunaire. Nel jazz che reinventa non c'è differenza tra Europe di Santana in assolo, la cover di Cyndy Lauper Time after time cantata col pubblico, tra Voodoo music e Summertime blues. Le coppie tra il pubblico si abbracciano, non perdono un passaggio, un sospiro, una nota soul, che Patti accompagna col gesto della mano, con la dedica al pubblico o al marito, col riferimento costante alla bellezza del luogo. Dove la singer nera porta tutta la magia del gospel, l'energia vitale del rhythm'n blues, dell'improvvisazione scat, mentre Tuck le costruisce intorno l'armonia eclettica e minimale del jazz, il virtuosismo della chitarra classica. C'è un genius loci che gli antichi vedevano nei luoghi dove costruivano templi e teatri, una bellezza che gli artisti e il pubblico riconoscono. Una bellezza che nelle arene grandi eventi non attecchisce.
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