La Nuova Sardegna

E.On: comportamento antisindacale

di Gianni Bazzoni
E.On: comportamento antisindacale

Fiume Santo. Punito l’atteggiamento dei responsabili della centrale durante uno sciopero a febbraio

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SASSARI. Non è decisamente un bel rapporto quello che E.On ha costruito con Fiume Santo. Specie per come sono andate le cose negli ultimi anni. La multinazionale tedesca ora è stata condannata per condotta antisindacale. Una «brutta medaglia», come si dice in questi casi, specie per una multinazionale che si era presentata con ben altri auspici.

L’episodio che ha interessato il giudice del lavoro risale al mese di febbraio, quando in occasione di uno dei tanti sciopero attuati dai lavoratori del polo energetico e dalle organizzazioni sindacali, era stato impedito l’accesso agli impianti di un rappresentante provinciale della Flaei-Cisl che aveva manifestato l’esigenza di un confronto con le maestranze.

«La condanna di E.On è una buona notizia – ha detto ieri Mario Marras, segretario regionale della Flaei-Cisl – perché conferma che anche a Fiume Santo si applicano le leggi italiane. È stato necessario ricorrere al magistrato per fare valere i diritti dei lavoratori, negati dalla direzione E.On della centrale. In quella occasione, durante lo sciopero organizzato a tutela dei posti di lavoro, era stato impedito l’accesso allo stabilimento a un nostro responsabile».

Sulla base di quell’episodio, considerato grave, la Cisl aveva deciso di attivare le procedure stabilite dall’articolo 28.

«Una storia assurda – ha detto ancora Mario Marras – perché avvenuta nonostante l’ennesimo intervento di Terna che, a poche ore dall’inizio dello sciopero, dichiarava l’imcompatibilità della fermata degli impianti. E con il divieto di ingresso, era stata tolta la possibilità al sindacato di verificare la correttezza del comportamento aziendale nei confronti dei lavoratori».

Anche in quella occasione, tra l’altro, c’era stato l’intervento del Prefetto di Sassari che aveva precettato gli scioperanti. Una vicenda che si era sviluppata in un clima di tensione, «con E.On che in ogni modo ha cercato non solo di impedire gli scioperi – ha sottolineato la Flaei-Cisl – ma anche il semplice esercizio dei più basilari diritti sindacali che in Italia sono tutelati dalla legge, a partire dalla nostra Costituzione».

Mario Marras rimarca il significato della sanzione inflitta alla multinazionale tedesca.

«Per la prima volta abbiamo deciso di chiedere ad un giudice di verificare la correttezza dei comportamenti aziendali – ha spiegato il segretario generale regionale della Flaei-Cisl – e si è arrivati alla condanna di E.On, il cui atteggiamento è stato ritenuto lesivo dei diritti sindacali. Il giudice ha quindi ordinato alla società, con una sentenza esemplare, di cessare i propri comportamenti illegittimi, oltre che di farsi carico degli oneri del giudizio».

La scelta di rivolgersi al giudice del lavoro è maturata - secondo quanto afferma la Flaei-Cisl - «dopo tanti episodi riprovevoli, per cercare di riportare E.On e chi la rappresenta, al rispetto dei lavoratori e del sindacato. Il nostro è un sindacato responsabile, ma nessuno può mai confondere il senso di responsabilità con la remissività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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