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Goletta verde bacchetta la Saras

Goletta verde bacchetta la Saras

È in vetta per emissioni di gas serra nell’isola. La replica: siamo calati del 45%

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CAGLIARI. Il diavolo e l’acqua santa, il mare e gli idrocarburi. A bordo di Goletta verde, davanti ai pontili della raffineria di Sarroch, gli ambientalisti di Legambiente incontrano i rappresentanti della Sarlux, società di proprietà della Saras, in un clima di tregua negoziata. Da una parte Legambiente che alza l’asticella della tutela, dall’altra Sarlux che illustra i risultati di una politica di riduzione del rischio ambientale da parte dell’azienda.

«Con 5,9 milioni di tonnellate di CO2 emesse ogni anno – dice la portavoce di Legambiente Serena Carpentieri – il polo industriale della Saras è il maggior emettitore in Sardegna di gas ad effetto serra. In Italia, per emissioni di CO2 fanno peggio soltanto le centrali termoelettriche di Taranto, Torrevaldaliga - Civitavecchia e Brindisi Sud. Tra gli impianti industriali più inquinanti (considerando le quantità totali emesse per tipologia di inquinante) la Saras risulta al primo posto in Italia per le emissioni in atmosfera di Cromo e Nichel; ai primi posti per le emissioni di PM10 e al settimo posto per le emissioni di ossidi di zolfo. Infine, da non sottovalutare, l’inquinamento acustico che il polo industriale procura, in maniera continua, nell’area circostante. È per queste ragioni che Legambiente lancia una sfida alla dirigenza dell’azienda, chiedendo l’approvazione di un progetto importante ed innovativo capace di conseguire in tempi brevi una limitazione considerevole di tutti i fattori di inquinamento».

«È importante – aggiunge il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana – tener presente quanto evidenziato nel rapporto sullo stato di salute, connesso allo studio epidemiologico condotto dal prof. Biggeri dell’Università di Firenze. Lo studio metterebbe in correlazione l’incidenza delle malattie cardiovascolari registrate tra la popolazione di Sarroch con il complesso delle emissioni dallo stabilimento industriale. Dallo studio risulta evidente che la sovrapposizione delle varie cause di inquinamento acustico ed atmosferico aggrava gli effetti e genera un diffuso stato di inquinamento ambientale con diverse conseguenze anche sullo stato di salute della popolazione. Particolare attenzione deve inoltre essere rivolta alle emissioni di gas CO2, che superano i quantitativi previsti dall’Unione europea nell’ambito dell’assegnazione delle quote di emissioni climalteranti e portano l’impianto tra i primi posti in Italia. A ciò deve necessariamente aggiungersi un impegno da parte dell’azienda nell’attuare misure idonee a tutelare l’ambiente circostante. Anche se al momento la Saras opera nel rispetto dei limiti di legge, l’area nella quale insiste impone una precisa scelta di campo che deve andare oltre quello che impone la normativa per i siti industriali».

«Inquinare costa, anche all’industria. È nostro interesse evitare ogni forma di inquinamento – replica, illustrando i risultati di una politica di riduzione delle emissioni e dei fattori di rischio per la salute e la sicurezza, il presidente della Sarlux, Francesco Marini –. Meno 605mila tonnellate di Co2 negli ultimi anni, in virtù di una roadmap di investimenti che ha raggiunto i 78 milioni di euro – dice – con l'impegno a proseguire sulla strada della riduzione di gas climalteranti grazie all'efficienza energetica. Ma anche un drastico taglio delle emissioni di anidride solforosa, che dal 2008 sono calate del 45 per cento, come dimostrano le rilevazioni dell'Arpas. Continuiamo ad investire in presidi ambientali e di sicurezza, nonostante il difficile momento per il settore della raffinazione e in un contesto nel quale soffriamo la concorrenza sleale delle raffinerie di altri paesi, in India, nel Medio Oriente, dove i vincoli ambientali non esistono. Dovremo essere in grado di incidere anche su questo aspetto, altrimenti le raffinerie italiane chiuderanno e consumeremo, in Italia e in Europa, benzina prodotta con sistemi inquinanti mentre perderemo posti di lavoro». (f.t.)

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