Ladu: «Peculato? Ho amministrato bene»
Cagliari: l’ex senatore del Pdl ha reso dichiarazioni spontanee nel processo per i fondi ai gruppi
CAGLIARI. «Ho amministrato bene il gruppo tanto che quando ho finito di fare il tesoriere nelle casse c’erano 40mila euro». Si è difeso così, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Cagliari, presieduta da Mauro Grandesso, Silvestro Ladu, ex senatore del Pdl, accusato di falso e peculato - nell’ambito del processo suoi fondi ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna - per fatti che vanno dal 2004 al 2008, quando era a capo di Fortza Paris. Ieri mattina - davanti in aula Ladu (difeso dagli avvocati Mariano Delogu e Piero Longo) ha reso dichiarazioni spontanee per ribattere, punto per punto, a quanto contestato dal pubblico ministero Marco Cocco, titolare dell’indagine. «L’uso della carta di credito del gruppo è stato solo un errore e mai mi sono fatto pagare le spese del telefono» ha sottolineato l’ex senatore del Pdl che ha poi voluto precisare come l’evento organizzato a Sedilo nel 2004 non era stato «uno spuntino pantagruelico» ma «una convention seria, un grande appuntamento organizzato dal gruppo sulla riscrittura dello Statuto. Alla fine per mangiare vennero spesi cinque euro a persona». Quest’ultimo riferimento è alla contestazione relativa ai 10 mila e 500 euro, a carico del gruppo Fortza Paris, usati per acquistare 30 pecore e un vitello da servire a quello che per l’accusa non fu altro che un banchetto elettorale. Il processo riprenderà il prossimo 28 ottobre. Erano state le rivelazioni della super-testimone Ornella Piredda, la dipendente del gruppo misto in Consiglio regionale a far scattare la prima maxi-inchiesta della Procura di Cagliari sui fondi ai gruppi. Al centro del procedimento una prassi che la Procura è convinta fosse piuttosto diffusa almeno fino alla legislatura conclusa nel 2008: intascare liberamente i fondi che la presidenza del consiglio regionale distribuisce tra i gruppi consiliari. Soldi da spendere in convegni, consulenze, studi, attività politica trasparente che la legge impone di rendicontare in modo dettagliato. Secondo le accuse sarebbero 253mila gli euro che tra il 2004 e il 2008 Ladu avrebbe speso anche per pagare riparazioni della propria auto e di quella della moglie, utilizzando a piacimento la carta di credito del gruppo misto.
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