La Nuova Sardegna

Nell’estate 2014 trionfano le granite

di Claudio Zoccheddu
Nell’estate 2014 trionfano le granite

Ma le famiglie che vanno in spiaggia non rinunciano alle tante specialità offerte dalla tradizione locale

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CABRAS. Una volta erano il regno dei pranzi di famiglia, con tanto di tavolate imbandite direttamente sotto l’ombrellone. Nelle spiagge di quarzo del Sinis, fino a qualche tempo fa e soprattutto di domenica, i pasti frugali degli amanti della tintarella venivano ridicolizzati dai banchetti che impegnavano la mascelle di intere famiglie, riunite attorno a tavole di fortuna riparate dal sole da ombrelloni e gazebo improvvisati.

La precarietà, però, non comprometteva la qualità del cibo e dalle tavolate sulla spiaggia spuntavano perfetti menù a base di pesce, come impone la tradizione cabrarese. Il posto del capotavola era occupato dal più anziano e proprio dal nonno partivano tutte le pietanze che arrivavano in tavola dopo essere stata cucinate a casa, magari il giorno prima, o cotte direttamente sul posto, a due passi dalla battigia. Altri tempi, verrebbe da dire. L’usanza, tanto anacronistica quanto radicata, rimane però in voga nel periodo di ferragosto. A gustare la fregula, accompagnata dal pesce arrosto (muggine, per la gran parte, ma anche spigole e orate) e dal vino bianco, perlopiù vermentino o nieddera rosato, sono gli ultimi aficionados della zona.

Turisti e oristanesi in versione 2.0 preferiscono la comodità dei tanti chioschi – che da queste parti sono in realtà piccoli ristoranti non sempre economici dato che un pasto medio costa intorno ai 30 euro – alla precarietà del pranzo luculliano sotto l’ombrellone. Il menù, però, non si discosta da quello delle tavolate familiari. La star è ovviamente la bottarga, grattugiata sopra una buona parte dei manicaretti che vanno per la maggiore, dalla fregula agli spaghetti.

Delizie aromatizzate alle uova di muggine che arrivano dopo un vasto assortimento di antipasti a base di cozze e mousse, anche in questo caso, all’aroma di bottarga. Il pasto è completato dal pesce arrosto o, in alternativa, dalle zuppe di cozze e arselle. Per fare la conoscenza con i menù delle tradizione cabrarese è sufficiente raggiungere una delle tanti località balneari del Sinis. Da Mari Ermi, dove quest’anno è attivo solo il chiosco Sole e Mare, a Is Aruttas, dove la scelta può variare tra il chiosco bar “Is Aruttas” e il chiosco “Da Marco”. A Mai Moni, un’altra splendida sabbia di quarzo, le specialità di mare si cucinano al “Mai Moni Cafè” e a “s’Acqua mala”. Nel frattempo, anche la grande distribuzione ha raggiunto il Sinis e da qualche anno, in netto ritardo rispetto al resto dell’Isola, oltre al classico “cocco bello” hanno fatto la loro comparsa anche i venditori ambulanti di granite che, con un carrello-frigo trainato a mano, battono le spiagge del Sinis aprendo anche nuovi sentieri via mare (foto).

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