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Anna Rocca: Francesco è innocente

Anna Rocca: Francesco è innocente

La donna chiama in causa Sedda: «Lui sa, ma non parla. Teme per la sua vita»

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NUORO. «La sera dopo una delle udienze – racconta Anna, la sorella di Francesco Rocca – quella nella quale aveva deposto Alan Corona, Fabrizio Sedda mi ha visto a Gavoi e mi ha fatto un cenno. Mi avvicinò e mi disse: “Francesco non c’entra”. E io gli dissi: “Ma perché non lo hai detto alle forze dell’ordine? Ma perché non hai detto anche chi erano gli occupanti della Opel Astra che pochi giorni dopo l’omicidio di Dina si era disturbata a seguirti fino a Nuoro per minacciarti di ammazzarti come un cane se parlavi ai carabinieri? E lui mi disse: “E tu come lo sai?”. E io: “lo so dal fascicolo processuale, lo hanno messo gli stessi inquirenti”. In quel momento, poi, a Gavoi, è passato in macchina Rino Zurru (cognato di Dina Dore, ndr) e ha gridato “Diglielo, Fabrì, che l’hai ammazzata tu così la fai contenta”. E Sedda gli ha risposto: “Non sono stato io ma non è stato nemmeno Francesco”».

Ricorre di nuovo, al processo per la morte di Dina Dore, il nome di Fabrizio Sedda. Il disoccupato gavoese, era già stato citato nelle scorse udienze come il bersaglio di una minaccia inquietante, avvenuta a Nuoro, in viale Costituzione, pochi giorni dopo l’omicidio di Dina. Quell’episodio lo ricorda ieri anche la sorella di Rocca, Anna.

«Ma perché lo lega all’omicidio di Dina – le chiede il pm Danilo Tronci – non potrebbe essere legato a qualcos’altro, visto che Sedda ha avuto altri problemi?». «Perché siete stati voi stessi a legarlo – risponde Anna Rocca – visto che lo avete inserito nello stesso fascicolo d’indagine». Poco dopo, rispondendo alle domande dell’avvocato Mario Lai, Anna Rocca ricorderà anche che la stessa minaccia fatta a Sedda in viale Costituzione, gliel’avrebbe ricordata a lei quando aveva incontrato Sedda a Gavoi un mesetto fa. «Francesco non c’entra», dice, dunque, Fabrizio Sedda, secondo quanto riferito Anna Rocca. L’accusa, attraverso le domande, sollecita la teste a ricordare che Sedda sia in realtà uno sbandato, che spesso gira tra i fumi dell’alcol tra le strade di Gavoi. Per la difesa, meritava e merita comunque di essere sentito anche in udienza. Anche perché ieri mattina, anche l’altra sorella di Francesco Rocca, Paola, racconta un episodio che lo riguardava.

«Era il mercoledì prima di Pasqua di quest’anno – spiega Paola Rocca – ero a Gavoi, ero appena uscita dal tabacchi di via Roma quando mi sento chiamare da Fabrizio Sedda, che mi dice “L’avvocato Lai deve sapere che Francesco non c’entra niente. Io lo so ma se parlo mi tagliano la gola. Ho paura”. E io “Ma se non parli, Francesco resta dov’è”. E lui: “Ti cerco, non voglio soldi, ma un posto di lavoro”». (v.g.)

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