Amii Stewart, villa sotto sequestro
Porto Cervo, la Cassazione dà ragione alla Procura e conferma il provvedimento
PORTO CERVO. L’ultima doccia fredda, alla cantante pop Amii Stewart e al marito Pietro Cappa, un imprenditore romano, l’ha fatta fare la suprema corte italiana. La Cassazione, infatti, accogliendo integralmente e facendo proprie le conclusioni della procura della Repubblica di Tempio, ha confermato il sequestro giudiziario del doppio manufatto in cemento armato, con tanto di vani interrati, collegati da una veranda esterna, che la cantante aveva fatto realizzare da una impresa locale durante l’inverno del 2012. Quelle opere abusive per circa duecento metri quadrati di pianta, stando ai progetti di ristrutturazione presentati all’ufficio tecnico del comune di Arzachena, avrebbero dovuto sostituire il vecchio capanno in legno, una costruzione precaria risalente agli anni Settanta, che l’allora proprietario dei terreni, Leone Concato (uno dei primi turisti che venne sequestrato in Costa) aveva realizzato sulla baia del Cala di Volpe. Nel febbraio del 2013, dopo le verifiche da parte del corpo forestale, scattò il primo sequestro, reso nullo, pochi giorni dopo, da un atto amministrativo “cassato”, nel settembre successivo, dall’indagine avviata dal sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu ( il quale, nei giorni scorsi, ha praticamente concluso l’inchiesta) ponendo sotto sequestro, su delega del capo della procura Domenico Fiordalisi, l’intero manufatto abusivo. Nei mesi scorso il tribunale ha invece dissequestrato ad Amii Stewart il muretto a secco che è la fonte originaria di tanti guai giudiziari piovuti su capo e collo della cantante. Ma su quest’ultimo dissequestro pende il ricorso in appello presentato dai legali della nobildonna denunciante, la contessa belga Brigitte Van Deer Noot D’Assche, che lamentava la chiusura di una vecchia stradina dal muretto fatto realizzare da Amii Stewart. Per la costruzione della villa messa sotto sequestro sono invece indagati, per abusi edilizi, falso in atti pubblici e altri reati la cantante, il marito Pietro Cappa, il geometra olbiese Giovanni Spano e i titolari dell’impresa che ha realizzato i lavori, i calangianesi Salvatore Punzeddu e Enzo Del Giudice. L’abusivismo in piena Costa Smeralda è visto come il fumo negli occhi dall’ufficio demolizioni della procura della Repubblica di Tempio, a caccia di manufatti realizzati in zone proibite e pronti ad essere abbattuti con l’arrivo dell’autunno, quando le ruspe della Procura riprenderanno le loro operazioni di ripulitura dal cemento selvaggio. Con buona pace per coloro che ritenevano la Costa una “zona franca” sotto il profilo urbanistico. (g.p.c.)
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