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Esulta il sindaco: sono innocente

Esulta il sindaco: sono innocente

Più cauto l’avvocato dello Stato Francesco Caput: «Una vittoria a metà»

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LANUSEI. C’è chi si lascia andare a qualche lacrima liberatoria. E si stringe agli amici di sempre, come l’ex sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura. «Che dire? Sono contento, finalmente è stata riconosciuta la mia piena innocenza» commenta mentre i foghesini lo stritolano tra abbracci e pacche sulle spalle. E chi, come gli ambientalisti, i rappresentanti di diverse associazioni e la folta pattuglia di parti civili, lo lascia intendere che si aspettava certamente di più ma che al processo comunque si vedrà. Un minuto dopo la lettura del dispositivo con il quale il gup Nicola Clivio ha disposto otto rinvii a giudizio e una raffica di “non luogo a procedere”, l’aula al quarto piano del tribunale per circa mezz’ora diventa lo sfondo di una scena surreale. Dove volti tristi si alternano a strette di mano decise, a sorrisi liberatori, e anche a qualche lacrima.

Sorridono, gli avvocati dell’Sgs Massimo Dallera e Gabriele Fanelli, i legali dei due chimici di Sgs, Gabriella Fasciani e Gilberto Nobile, che ieri il gup ha liberato per sempre dall’accusa di “ostacolo aggravato alla difesa da un disastro”. Un’accusa che sosteneva che le loro analisi sul poligono fossero state fatte sostanzialmente in malafede e con metodi non corretti.

Nelle scorse settimane, la perizia di Mario Mariani, li aveva già promossi a pieni voti. Ieri, li ha promossi anche la legge: “non luogo a procedere” anche per loro. Sorride anche l’avvocato Fabio Pisillo, che tutelava i docenti universitari dell’università di Siena sotto accusa anche loro per uno studio sulla contaminazione ambientale nel poligono. Anche per loro ieri sera è arrivato un“non luogo a procedere”.

È più cauto, perché ha una posizione diversa, invece, l’avvocato dello Stato, Francesco Caput, che tutela gli ex comandanti del poligono. «Una vittoria a metà», commenta mentre intorno a lui colleghi, assistenti, giornalisti e semplici curiosi, fanno la fila per chiedergli commenti, precisazioni, e uno scambio di idee sul dispositivo appena letto dal gup. «Adesso ce la giochiamo al processo» dice l’avvocato Caput.

Tra il pubblico, come sempre, c’è anche Mariella Cao, del comitato “Gettiamo le basi”. In mano ha un mucchio di volantini con una scritta eloquente: “Grazie a chi assolve, a chi non vede, non sente, non parla – c’è scritto – anche se voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti”. (v.g.)

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