Pps, il Governo ritirerà il ricorso
Raggiunto l’accordo con la Regione. L’assessore Erriu: «Del vecchio piano resterà solo l’allegato tecnico»
CAGLIARI. La trattativa è ancora in corso, ma il Governo ha deciso: ora è pronto a ritirare il ricorso presentato a suo tempo sul Piano paesaggistico regionale di Cappellacci. Una prima conferma è arrivata, nella direzione regionale del Pd, dal sottosegretario ai Beni culturali, Francesca Barracciu, che ha detto: «Il Governo ha apprezzato la recente iniziativa della Regione di riprendere un confronto corretto e leale sulla co-pianificazione ambientale». Dopo questa dichiarazione, è evidente che il ritiro dovrebbe essere solo una formalità. Ma nei fatti è proprio questo impegno ad aver permesso alla Giunta di annunciare anche la mossa attesa da sempre dagli ambientalisti. Questa: sarà annullata anche la delibera madre, quella di ottobre, del Pps e lo farà dopo aver azzerato – subito dopo l’insediamento – la seconda delibera (quella di febbraio) con cui la precedente Giunta avrebbe voluto rendere operativo lo stesso Piano. È una questione tecnica, ma anche di sostanza. Con il ricorso del Governo in piedi, l’esecutivo Pigliaru – secondo la ricostruzione – sarebbe strato obbligato al doppio binario (una delibera cassata e l’altra no) per non perdere gli allegati tecnici inseriti da Cappellacci nella decisione di ottobre. Allegati importanti visto che riguardavano e riguardano la revisione dei vincoli intorno ai beni identitari, che tra l’altro erano uno dei punti deboli del Ppr di Soru, per i troppi errori in quei repertori. Mentre col Governo che rinuncia al ricorso, la Giunta avrà la libertà di «acquisire solo gli allegati della delibera di ottobre» e lo potrebbe fare sin dalla prossima settimana. A quel punto del Pps del centrodestra non rimarrebbe più nulla, ma solo appunto il repertorio, tra l’altro condiviso nel 2013 con i Comuni e costato molti soldi alla Regione fra studi e cartografie aggiornate.
L’assessore. Per Cristiano Erriu (Urbanistica) l’ultima decisione della Giunta non è un passo indietro e neanche aver ceduto alle pressioni degli ambientalisti. «Con la nostra delibera di marzo – dice – con cui abbiamo annullato immediatamente l'approvazione definitiva del Pps, la Giunta di fatto aveva messo già in sicurezza il Ppr del 2006 ed evitato comunque qualunque effetto collaterale e dannoso ipotizzato dal Piano imposto dal centrodestra». Quindi – secondo l’assessore – non c’è stato «in alcun caso il rischio che nuove norme potessero entrare in vigore soprattutto perché nel frattempo era saltato l’ultimo e decisivo passaggio: la pubblicazione del Pps sul Bollettino ufficiale della Regione, il Buras». Ora – sempre secondo Erriu – che è ripreso il leale rapporto di collaborazione col ministero ai Beni culturali, «la Giunta potrà annullare anche la delibera di ottobre e lasciare in vigore i repertori per poi portarli al tavolo di confronto e arrivare alla stesura finale». Chiara la conclusione di Erriu: «In pratica, presto adotteremo un provvedimento che farà ancora maggiore chiarezza e rafforzerà le piene garanzie prodotte con il primo e decisivo stop al Pps».
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