Interrogazioni in Parlamento e a Cagliari
Silvio Lai, Mauro Pili e Loredana De Petris chiedono l’intervento del governo per fare chiarezza
SASSARI. Immediata la reazione della politica davanti allo scandalo Lingua blu, che sembra toccare anche il Palazzo. Il senatore Pd Silvio Lai chiede al ministro Beatrice Lorenzin di fare chiarezza sulle responsabilità. Per questo ha presentato con altri parlamentari una interrogazione. «L’inchiesta che coinvolge 41 persone tra cui il segretario generale del Ministero della Salute e punto di riferimento in Italia per la sanità animale lascia increduli per il merito e per il largo coinvolgimento che si presume, tra sistemi istituzionali e ditte farmaceutiche – dice Lai –. Non vogliamo anticipare il processo, ma il ministro Lorenzin deve fare immediata chiarezza sulla vicenda. Deve essere fatta una verifica rapida delle responsabilità di una vicenda che, secondo le rivelazioni del dirigente di una ditta farmaceutica, ha portato in Italia una grave infezione virale e ha creato le condizioni perché per un'altra, la Blue tongue, ne fosse impedita la guarigione. Le conseguenze sull'economia e sulla salute dei sardi vanno oltre i dati economici. È il sistema nell'insieme ad aver perso credibilità». Ancora più dura è la senatrice di Sel Loredana De Petris. «Le indagini della Procura di Roma configurano gravi imputazioni a carico di dirigenti al massimo livello del Ministero della Salute – dice –, una cupola dei vaccini che ha orientato le scelte in questo campo a vantaggio di una grande azienda privata, utilizzando prodotti non sperimentati e dannosi per gli animali. Chiediamo al ministro Lorenzin di sospendere immediatamente gli indagati. E per primo l'attuale segretario generale del Ministero Romano Marabelli, nominato il 23 maggio». Ha presentato una interrogazione alla Camera anche il deputato di Unidos Mauro Pili. «Serve subito un commissario straordinario per l'emergenza Lingua blu. Per salvare la più grande industria della Sardegna, quella ovina. Lo scandalo è di una gravità inaudita perché costruito con il silenzio di molti, sia a livello nazionale che regionale – dice Pili –. Quando lo scorso anno denunciai quello che stava avvenendo garantirono che tutto era in regola. In realtà si trattò di una gravissima manipolazione della realtà. L'interrogazione urgente che presentai al governo rimase senza risposta. Ora il governo deve assumere provvedimenti straordinari per non essere ancora più complice di questa situazione. Serve un intervento immediato. A rischio è il più grande patrimonio zootecnico dell'area mediterranea, quello più rilevante del Paese, con oltre 3 milioni e mezzo di ovini. Serve un'azione urgente e senza ulteriori ritardi. Per questo motivo deve essere nominato un commissario straordinario al di fuori dei giochi».
Ma anche in Regione è partita la mobilitazione. Con un'interrogazione urgente i quattro consiglieri regionali di Sardegna Vera Efisio Arbau, Michele Azara, Gaetano Ledda e Raimondo Perra chiedono al governatore Francesco Pigliaru e alla giunta di dichiararsi parte offesa nel procedimento penale davanti alla Procura di Roma per la campagna di vaccinazione per la lingua blu in Sardegna nel 2003-2004. «L'opposizione dei pastori a quella vaccinazione fu strenua – ricorda il capogruppo Arbau che fu tra i promotori della protesta –, ma lasciata all’iniziativa di singoli. Nel silenzio ostile delle istituzioni sarde. Il coordinamento dei pastori sardi propose ricorso davanti al Tar del Lazio per bloccare la vaccinazione e un esposto alla Procura di Cagliari. La Regione è parte offesa in questo procedimento penale. Per questo deve far valere i suoi diritti e quelli dei pastori sardi. Si devono accertare le responsabilità».
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