Uscite familiari in calo crescente
Tagli secchi su spettacoli, vestiti, scarpe. E si va meno dal dentista
SASSARI. Una tendenza prevista e prevedibile. Il calo dei consumi alimentari nell’isola (-9,8%) è stato appena contestualizzato da un allarme della Coldiretti e già trova subito drammatici riscontri. Una prima conferma si registra nel report elaborato in queste ore dal Sole 24 Ore sulla crisi in Italia. Studio che riprende in un quadro organico dati generali dell’Istat. La Sardegna è quartultima non solo per quel che riguarda il cibo, ma per l’intera spesa mensile delle famiglie. Si passa dai 2.027 euro sborsati in media nel 2007, prima dell’aggravarsi della recessione, ai 1.811 euro del 2013.
Così, in una graduatoria che comprende tutti i prodotti commerciali e articoli di largo consumo, gli abitanti dell’isola in questi sei anni hanno ridotto del 10,66% l’entità delle loro “uscite”. Una flessione che si estende a quel che di norma può servire in un nucleo familiare: dai vestiti alle visite mediche, dagli elettrodomestici a una moto o un’auto, dai sussidi per la didattica a mobili e altri oggetti o arredi per la casa, dai farmaci a beni durevoli o voluttuari. E se la provincia di Bolzano sembra non conoscere difficoltà, un contenuto aumento dei consumi si ha pure in quella di Trento e in Liguria.
Ma nel complesso delle regini c’è una netta flessione verso il basso. Peggio dell’isola sotto questo punto di vista stanno solo Molise, Umbria e Veneto. I risparmi toccano biglietti per gli spettacoli, abbigliamento, calzature e tanti altri settori. Insomma: minori cure per l’aspetto ma anche per la salute, come dimostra la riduzione delle spese per l’assistenza periodica dei dentisti.
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