I manager blindati, ricambio difficile
Prima di modificare lo status quo il centrosinistra deve aspettare 11 mesi o i due anni di fine contratto
CAGLIARI. La legge dice che i manager della sanità pubblica sono in una botte di ferro: il loro contratto scadrà nel 2016. Ma un’altra legge, votata ex novo dal Consiglio regionale, potrebbe farli saltare dalla poltrona anche prima di settembre. Sì, solo una legge può sfrattarli, perché anche la clausola di «revoca dell’incarico», per aver speso oltre il 5 per cento del budget previsto, è ballerina. Lo è perché la Regione trasferisce le assegnazioni, leggi 3 milioni nel 2014, alle Asl solo alla fine dell’anno, mentre i bilanci devono essere pubblicati entro aprile, massimo giugno, di quello successive. In altre parole, per il licenziamento bisognerebbe aspettare ancora almeno undici mesi, mentre i partiti del centrosinistra vogliono farlo subito. Qualunque sia la prossima data per la resa dei conti, è chiaro che dieci direttori generali nominati a suo tempo dal centrodestra e con loro quelli sanitari e amministrativi, sono tutti in bilico. Ecco la mappa del potere nelle otto Aziende sanitarie, al Brotzu e nelle due miste.
Asl 1. Il direttore generale è Marcello Giannico, in quota Forza Italia, che a sua volta ha nominato i fedelissimi Cesarino Onnis (direttore sanitario) e Chiara Seazzu (capo dell’amministrazione). Secondo la Corte dei conti, i costi di questa Asl sono aumentati del 3,35 per cento nell’ultimo anno, con a marzo un apporto straordinario di 16 milioni per salvare i bilanci.
Asl 2. In Gallura, il manager è Gian Antonio Fadda, nominato anni fa dall’Udc. Maria Serena Fenu e Gianfranco Casu, sono il direttore sanitario e quello amministrativo. L’aumento medio della spesa è stato del 7,38 per cento, con una compensazione straordinaria di 15 milioni.
Asl 3. Nel Nuorese, il manager è Antonio Maria Soru, vicino a Forza Italia. Pietro Giovanni Mesina è il direttore sanitario, Mario Giovanni Altana, quello amministrativo. È questa l’Azienda più spendacciona fra le otto: +12,76, con ben 34 milioni oltre il budget. Il manager è anche nell’occhio del ciclone per aver messo mano all’organizzazione interna (ha decapitato molti reparti) nonostante l’assessore Luigi Arru avesse imposto ai direttore generali di limitarsi solo all’ordinaria amministrazione.
Asl 4. Quella dell’Ogliastra, è l’Azienda più piccola. Al vertice, c’è Francesco Pintus, quota Forza Italia, e nel team Maria Valentina Marras (direttore snitario) e Antonio Mario Loi (amministrativo). È un’Azienda virtuosa, ha ridotto le spesse dello 0,5 per cento, con un risparmio di 45mila euro.
Asl 5. Nell’Oristanese, il direttore generale era stato scelto a suo tempo dal Psd’Az, ma ora Mario Meloni è passato con il Partito dei sardi e quindi sta con l’attuale maggioranza. Il suo vero grande pregio è però quello di aver abbattuto i costi, con un eccezionale -3,8 per cento, e bem 10 milioni risparmiati. Meloni è al vertice con Orlando Scintu (direttore sanitario) e Maria Giovanna Porcu(amministrativo)
Asl 6. Nel Medio Campidano, la triade è formata dal manager Salvatore Piu (Forza Italia), e da Antonio Piu (direttore sanitario) e Maria Giovanna Porcu (amministrativo). L’aumento della spesa è sto contenuto: +0,51 per cento.
Asl 7. Mariano Calamida (Riformatori) 1è il manager nel Sulcis. Andrea Corrias e Claudio Ferri, i direttori sanitario e amministrativo. Ha aumento i costi di quasi 13,5 milioni.
Asl 8. Dell’Udc è il direttore generale Emilio Simeone, di Forza Italia quello sanitario, Ugo Storelli. Il direttore amministrativo è Sergio Salis. La spesa è aumenta del 3,6 per cento, più 32 milioni.
Brotzu. L’Azienda autonoma è governata da Amtonio Garau (Forza Italia), con Remigio Carlo Puddu (direttore sanitario) e Attilio Murru (amministrativo). Più 5,5 per cento nella spesa, per un valore assoluto di 9 milioni.
Mista Cagliari. Manager Ennio Filigheddu (Riformatori). È vacante il posto di direttore sanitario, Piero Tamponi è quello amministrativo. È virtuosa: -2,6 per cento nella spesa.
Mista Sassari. Il direttore generale è Alessandro Carlo Cattani (Forza Italia), Mario Manca (direttore sanitario),Lorenzo Moretti (amministrativo). Leggero aumento nei costi: +0,6 per cento. (ua)
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