L’opposizione: faremo le barricate
Il nuovo corso criticato da Riformatori e Forza Italia, ma anche dalla Cisl
CAGLIARI. La reazione del centrodestra alle voci sul colpo di spugna nella sanità pubblica è stata immediata. Una levata di scudi, anche se nel 2009 erano stati gli stessi partiti che oggi protestano a inventarsi la scorciatoia della legge, allora utilizzata per scalzare i manager nominati dalla giunta Soru. Franco Meloni (Riformatori), uno dei padri insieme a Giulio Steri (Udc) della vecchia controriforma ha detto: «È un errore madornale quello di fondare un’altra Azienda sanitaria, perché aumenterebbe i costi, amplierebbe la sovrastruttura amministrativa, mentre i costi fissi si sa andrebbero ridotti. In più, con l’Asl per le emergenze la confusione sarebbe totale. Non si illuda, il centrosinistra, l’unica cosa buona del suo disegno di legge è la centrale unica per gli acquisti, perché il resto finirebbe certo sotto la mannaia dei giudici del Tar e della Corte dei conti». Con poi questo messaggio lanciato ancora da Meloni: «A meno che tutto non sia stato organizzato per altri fini. Cioè: questa falsa riforma è solo una furbata per commissariare le Asl, che come si sa è proprio una delle ansie più evidenti del centrosinistra» Scettico e critico anche il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «Se l'intenzione del centrosinistra è quella di riformare il sistema sanitario per renderlo sempre più "a misura di paziente", daremo il nostro contributo. Se invece la proposta dovesse rivelarsi solo un espediente per sostituire i vertici delle Asl, non potremmo certamente prestarci a logiche che nulla avrebbero a che fare con gli interessi della comunità». L’Udc, altro partito d’opposizione, non è sceso in campo con un comunicato ufficiale, ma l’ex assessore alla Sanità, Giorgio Oppi sarebbe stato caustico in commissione. Infine, l’attacco della Cisl, con Ignazio Ganga: «Per fare le riforme, non basta certo una semplice lista di buoni propositi». (ua)
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