Tutti uniti in difesa dell’autonomia
A Cagliari cresce il fronte unico per fermare il tentativo di riforma portato avanti dal governo Renzi
CAGLIARI. Lo scippo è forse evitato, ma «la vigilanza sulla riforma Renzi deve essere massima, se vogliono evitare che in qualche Palazzo romano riprovino a svuotare l’Autonomia sarda». È la sintesi di quanto la commissione Riforme del Consiglio regionale, presieduta da Francesco Agus (Sel), farà per tenere alta la guardia in difesa dello Statuto. Il primo passo sarà di organizzare un confronto con i parlamentari sardi, perché «la nostra preoccupazione arrivi bene e sia ascoltata dal Governo». È piaciuta molta anche l’ipotesi di una seduta solenne del Consiglio, allargata deputati e senatori, proposta in questi giorni da Gavino Sale di Irs. «Non possiamo più giocare in difesa – ha detto il leader indipendentista – abbiamo bisogno di azioni forti e significative per ribadire la sovranità del popolo sardo». Nei fatti è proprio questa anche l’azione unitaria di Consiglio, Giunta e parlamentari invocata anche dalla minoranza, in particolare da Giorgio Oppi dell’Udc: «Serve un fronte compatto per portare a casa il miglior risultato possibile», ha detto. Un risultato in parte già raggiunto ha confermato l’assessore alle Riforme, Gian Mario Demuro, convocato dalla commissione per capire qual è lo stato della vertenza costituzionale e istituzionale: «Nella prima bozza che girava al Senato, le Regioni a Statuto speciale sparivano.
Ora il rischio che la specialità sia cancellata è sparito. A Roma tutti hanno capito che l’Autonomia è un valore irrinunciabile e non può essere messo in discussione dallo Stato in maniera unilaterale». Il compromesso raggiunto è stato questo: «Il mantenimento della potestà esclusiva da parte delle Regioni in cambio di maggiori controlli statali sulle nostre competenze in materia di finanza pubblica. Dobbiamo essere capaci di stipulare delle intese con lo Stato e su questo punto il negoziato dovrà essere continuo». Per questo, secondo Pietro Pittalis e Stefano Tunis di Forza Italia, e Attilio Dedoni per i Riformatori: «La Regione non può essere solo spettatrice e se serve, dobbiamo dare mandato pieno alla Giunta per un atto di rottura nei confronti del Governo». Dunque, è e sarà vigilanza alta soprattutto perché «allo Statuto della Sardegna non deve essere negata l’attuale protezione costituzionale». E il Consiglio regionale cosa dovrà fare nel frattempo? Lo ha detto Salvatore Demontis del Pd: «Dobbiamo impegnarci a rafforzare la nostra autonomia con l’approvazione di una legge statutaria e una cauta revisione dello Statuto. Occorre lavorare su questo terreno e procedere in tempi rapidi». Con un sguardo molto attento rivolto a Roma, per evitare che «qualcuno non tenti di nuovo lo scippo, oppure pensi più a salvare più il Trentino e meno la Sardegna», ha detto il presidente della commissione, Francesco Agus. (ua)
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