La Nuova Sardegna

“Visioni solidali” Palestina-Israele, racconto in tre corti

SASSARI. Per il ciclo Visioni solidali, l’associazione Ponti non muri propone oggi, alle 21 nel cortile di Palazzo Ducale, tre corti sulla Palestina. Il primo è “Al Khalil e la resistenza non...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Per il ciclo Visioni solidali, l’associazione Ponti non muri propone oggi, alle 21 nel cortile di Palazzo Ducale, tre corti sulla Palestina.

Il primo è “Al Khalil e la resistenza non violenta” (16 minuti). Al Khalil (Hebron) è l’unica località della Cisgiordania dove gli insediamenti israeliani sono all’interno del centro storico e le provocazioni quotidiane. Per “Youth Against Settlements”, la resistenza non violenta, raccontare ciò che accade è l’unica arma possibile.

Il secondo docu si intitola “Palestina, israeliani con la resistenza” (9 minuti). Sharon Casper, dell’associazione Ya Samba, racconta cosa significhi per un israeliano opporsi alla visione comune e decidere di «passare dalla parte del nemico».

Il terzo corto in programma si intitola “The game - La sfida” (18 minuti). Ventiquattro ragazze si avventurano nel difficile mondo dello sport e, per di più, tipicamente maschile: il calcio. Anche nello sport, l’oppressione militare israeliana lascia il segno. Così, anche giocare a calcio diventa un atto politico: ghettizzata e vessata, la popolazione palestinese vive questo sport come autoaffermazione di quel diritto ad esistere che viene quotidianamente negato.

L’associazione Ponti non muri, nata nel 2007, ha lo scopo di analizzare problemi culturali istituzionali, politici, socio-economici in campo nazionale ed internazionale, favorendo convegni, incontri, dibattiti, conferenze, congressi e seminari, scambi di delegazioni al fine di promuovere e favorire scambi culturali. Particolare attenzione viene riservata alla pubblicazione di studi e ricerche sui temi della cooperazione mediterranea e internazionale, sull’integrazione tra culture, religioni ed etnie e sui temi dell’emigrazione e della cooperazione. L’associazione intende far conoscere i muri reali o virtuali, esistenti fra le culture e sostenere coloro che di questi muri sono vittime. Negli anni si è occupata di organizzare manifestazioni culturali e di raccolta fondi per l’orfanotrofio “La Crèche di Betlemme”, per far conoscere la drammatica situazione di questa città palestinese e le condizioni di vita dei suoi abitanti, costretti a vivere in una città chiusa come un carcere a cielo aperto da un muro alto 8 metri. Altri progetti umanitari sono stati organizzati per il sostegno di progetti in Argentina, India e Thailandia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative